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mercoledì 9 maggio 2012
martedì 1 maggio 2012
mercoledì 22 febbraio 2012
GALLERIA MIES MODENA Paolo Gualdi RetinicheVisioni Fuori dagli occhi, una contro-cultura istintiva - Modena - fino al 10 marzo 2012
mercoledì 18 gennaio 2012
Mario Cresci - Carpi (MO) fino al 29 gennaio 2012
MARIO CRESCI Dentro le cose
a cura di Luca Panaro
3 dicembre 2011 - 29 gennaio 2012
Palazzo dei Pio, Loggia di 1° ordine
Piazza dei Martiri 68, Carpi (MO)
www.mariocrescidentrolecose.it
Organizzazione: Comune di Carpi, Palazzo dei Pio, Gruppo Fotografico Grandangolo BFI
Sponsor: Twin-Set Simona Barbieri, Nuovagrafica
Con il contributo di: Ilford
Sponsor tecnico: Eidos
Con il patrocinio di: Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Provincia di Modena, Regione Emilia Romagna, FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche)
In collaborazione con: Unipol Assicurazioni, Assicoop, Litoweb
Orari di apertura: venerdì, sabato e festivi 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00;
dal martedì al giovedì 10.00 – 13.00 (solo su appuntamento); chiuso 25 dicembre, 31dicembre (solo pomeriggio) e 1° gennaio; sabato 3 dicembre apertura straordinaria fino alle 24
Ingresso: intero € 5; ridotto € 3 (valido per l’ingresso al museo)
Informazioni: tel. 059 649955; e-mail musei@carpidiem.it
Ufficio stampa
AGENZIA04
via Brugnoli 19/C Bologna
tel. 333 1925421
press@agenzia04.com
venerdì 30 settembre 2011
Mostra fotografica "La Natura è il mio Regno" di Ansel Adams a Modena - fino al 29 gennaio 2012
E' promossa da Fondazione Fotografia ed a cura di Filippo Maggia.
La mostra durerà fino al 29 gennaio 2012 e presenterà 70 fotografie del maestro statunitense alle prese con uno dei suo soggetti prediletti di sempre, ovvero il Parco Nazionale Yosemite. La selezione delle immagini è frutto della collaborazione con l’Ansel Adams Trust, una istituzione californiana che si occupa della tutela dell'opera dell'artista.
Il filo conduttore degli scatti scelti è proprio l'amore ed il rapporto artistico con la natura che ha portato la fotografia di Adams ad elevarsi ad icona immortale della fotografia naturalistica e paesaggistica.
In galleria potete pregustare alcuni scatti del maestro; una selezione degli scatti della mostra modenese.
ANSEL ADAMS
Nature is my Kingdom - La Natura è il mio Regno
Fino al 29 gennaio 2012
Ex Ospedale Sant’Agostino, Largo Porta Sant’Agostino 228, Modena
Dopo il successo riscontrato dalla retrospettiva su Daido Moriyama nel 2010, anche quest’anno Fondazione Fotografia ha scelto di aprire la stagione espositiva con un’approfondita ricognizione su un autore internazionale: il grande maestro statunitense Ansel Adams (1902-1984), considerato uno dei pilastri della fotografia americana, celebre per le sue foto di paesaggi realizzate nei parchi nazionali e per la perfezione delle sue stampe in bianco e nero. Si tratta della prima grande mostra interamente riservata ad Adams nel nostro Paese e certamente di una tra le più rilevanti anche in ambito europeo. La selezione è frutto della collaborazione con l’Ansel Adams Trust, istituzione californiana che tutela l’opera dell’artista, e comprende oltre 70 fotografie - solo stampe vintage originali, realizzate dallo stesso Adams -, provenienti da musei internazionali, collezionisti privati e prestigiose gallerie americane.
“Le opere sono state scelte ad una ad una con estrema accuratezza, cercando di individuare il meglio della produzione del fotografo americano – commenta Filippo Maggia -. Il filo conduttore della ricerca è stato l’intenso rapporto di Adams con la natura, che trova una sintesi finale nella sua scelta ambientalista. Nell’esposizione modenese spiccano alcuni capolavori assoluti, come le celebri Moon and Half Dome e Moonrise, accanto ad altre immagini di qualità eccezionale e pressoché inedite per l’Italia, la metà delle quali sono importanti per la loro modernità, a lungo sottovalutata in favore dei grandi e maestosi paesaggi. Tutto ciò concorre a rendere la retrospettiva di Modena un evento davvero unico e prezioso”.
Tra le opere più significative in mostra segnaliamo due murals di grandi dimensioni, Half Dome, Merced River e Monument Valley, accanto a piccoli gioielli come Rapids Below Veronal Falls, stampata nel 1948, e Winter Yosemite Valley, stampata nel 1940.
Nato e vissuto per la maggior parte della sua vita a San Francisco, Ansel Adams scoprì in gioventù il Parco Nazionale Yosemite; iniziò a fotografarlo con la sua prima macchina, una Kodak Brownie regalatagli dal padre, e poi non lo abbandonò più, facendone il soggetto di una vita. Nel 1932 fondò insieme a Imogen Cunningham e Edward Weston il gruppo f/64, promotore di un linguaggio fotografico improntato alla purezza e al modernismo. Nell’ultima parte della sua vita si dedicò all’insegnamento e scrisse numerosi manuali di tecnica fotografica, raccogliendo molti nuovi proseliti intorno alla fotografia. Grande sostenitore dell’organizzazione Sierra Club, divenne uno dei piu noti ambientalisti d’America. Il suo costante impegno fotografico a diretto contatto con la grande natura della West Coast americana gli è valso, a due anni dalla scomparsa, un significativo riconoscimento pubblico. L’American Board of Geographic Names ha dedicato a Ansel Adams una delle più alte vette della Yosemite National Park, la riserva all’interno della quale lo stesso fotografo svolse una gran parte del proprio lavoro: la geografia statunitense comprende ora anche l’Ansel Adams Mount, testimonianza eterna del suo grande impegno e amore in difesa della natura.
















venerdì 12 agosto 2011
SPECIAL_edizione 2011 programma di acquisizioni della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena riservato ai giovani artisti italiani - fino al 07/1/11
SPECIAL_edizione 2011
programma di acquisizioni della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena riservato ai giovani artisti italiani
Special è un programma di acquisizioni dedicato ai giovani artisti italiani, nato allo scopo di promuovere i giovani talenti del nostro Paese e di sostenere le ricerche artistiche nel campo della fotografia e dell’immagine. Attraverso uno specifico bando vengono periodicamente selezionati i lavori di alcuni giovani artisti per la collezione di fotografia italiana contemporanea della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, successivamente presentati al pubblico nel programma espositivo di Fondazione Fotografia.
E’ aperto fino al 7 ottobre 2011 il nuovo bando Special, volto a selezionare i progetti inediti di tre giovani artisti italiani che lavorano con il linguaggio delle immagini (fotografia, video, film e video-installazioni). Requisiti necessari per la partecipazione sono la residenza nel territorio italiano, una comprovata esperienza in campo artistico e l’età compresa tra i 20 e i 35 anni.
Dei tre premi previsti per l’anno 2011, almeno uno verrà assegnato a un artista residente in Emilia Romagna, previa valutazione della qualità del lavoro presentato e dei requisiti necessari alla partecipazione.
>> Scarica il bando completo SPECIAL_edizione2011
PER INFORMAZIONI
Fondazione Fotografia
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Via Emilia Centro 283, 41121 Modena
Tel 059 239888 – fax 059 4270357
segreteria@mostre.fondazione-crmo.it
domenica 17 aprile 2011
Modena capitale della fotografia contemporanea - ex ospedale Sant’Agostino di Modena la mostra QUATTRO - fino al 5 giugno 2011
Olivo Barbieri (Carpi, 1954) è rappresentato da due serie di opere che illustrano gli esordi della sua carriera. Flippers, realizzata nel 1977 all’interno di una fabbrica di assemblaggio di pinball machine abbandonata e distrutta, è il primo progetto esposto da Barbieri, che debuttò nel 1978 alla Galleria Civica di Modena con un testo di presentazione di Franco Vaccari. Smembrati e privati della loro funzione originaria, i flippers agiscono come deposito della cultura e dell’immaginario di un’intera epoca, cristallizzando autentiche icone come i Beatles e i Rolling Stones, la fantascienza e l’epopea del Far West. A fianco di esse, sono esposte fotografie realizzate qualche anno più tardi, che testimoniano il confluire dell’interesse dell’artista verso una nuova rappresentazione del paesaggio. In linea con la necessità, all’epoca molto sentita, di un rinnovamento dello sguardo, Barbieri indaga realtà periferiche del territorio italiano e francese, entro cui ritrae soggetti minimi e raccoglie frammenti di quotidianità.
Figura cardine della fotografia italiana contemporanea, Guido Guidi (Cesena, 1941) è stato tra i primi, in Italia, a fotografare il paesaggio marginale e anti-spettacolare della provincia. Le ricerche avviate negli anni Settanta sull’edilizia spontanea della Romagna orientale (1971-72), o sulla Strada Romea (1975-90) - che collega Cesena, la sua città, a Venezia, dove studiava e oggi insegna -, o quelle successive sulle aree industriali di Porto Marghera e Ravenna (1983-97) o sui paesaggi “interposti” tra i centri urbani europei (1993-96) si concentrano su luoghi liminari, familiari al fotografo, e condividono un carattere aperto e interrogativo. La selezione esposta nella mostra Quattro comprende i lavori di Porto Marghera, le ricognizioni su una cava di inerti sul Monte Grappa, immagini tratte dalla serie “Rimini Nord” e quelle scattate nel 1989 a Gibellina. Per queste ultime lo sguardo del fotografo cesenate è stato paragonato a quello di un archeologo: il lavoro da lui condotto negli anni è un’operazione di scavo stratigrafico, grazie alla quale, senza imporre idee preconcette, raccoglie sistematicamente i segni del passato e del presente.
Vittore Fossati (Alessandria, 1954) si è avvicinato alla fotografia alla fine degli anni Settanta, strutturando la sua ricerca sul significato stesso del guardare e sui meccanismi visivi che determinano il nostro approccio alla realtà e modulano al contempo la lettura che ne riportiamo. Spesso rivolte al paesaggio – allestito oppure “trovato” – le sue immagini svelano collegamenti e rimandi inattesi, in un dialogo tra elementi che, accostati e riordinati attraverso la fotografia, danno luogo a nuovi percorsi possibili. All’interno della mostra Quattro l’opera di Fossati sarà rappresentata da immagini tratte dalle serie “Belle Arti”, “Appunti per una fotografia di paesaggio” e “Viaggio in Italia”: da quest’u ltima, in particolare, sarà riproposta la celebre fotografia del 1981, Oviglio, Alessandria, nella quale un arcobaleno domina un paesaggio di campagna e contribuisce a costruire lo schema prospettico della scena. La fotografia fu pubblicata sul catalogo del progetto di Luigi Ghirri, Gianni Leone ed Enzo Velati “Viaggio in Italia”, in apertura della sezione intitolata “A perdita d’o cchio”. Nell’opera di Fossati, infatti, il senso dell’infinito è molto presente: motivi ricorrenti sono l’acqua dei fiumi che scorre e disegna la terra; gli alberi e i loro rami, incaricati di guidare lo sguardo più lontano, congiungere elementi e piani del paesaggio fra loro non comunicanti; il cielo di azzurri sempre diversi, l’a rcobaleno.
Nucleo centrale dell’esposizione – una sorta di mostra nella mostra - è una serie di oltre 20 opere fotografiche di grande formato di Walter Niedermayr (Bolzano 1952), affiancate da una selezione di video dell’artista. Sin dagli anni Ottanta Niedermayr ha avviato un’ ampia indagine sull’interazione dell’uomo con l’ambiente montano osservando le profonde mutazioni subite dal territorio in seguito al crescente fenomeno del turismo di massa e dei suoi effetti - evidenti sia in termini di presenza umana che di costruzione di infrastrutture. All’apparenza spettacolari, le sue opere seriali creano nell’osservatore una sorta di disorientamento sollevando domande legate alla percezione visiva dello spazio, oltre che agli effetti dell’azione umana sulla natura. Le ultime ricerche dell’a rtista nell’ambito dell’indagine sul paesaggio alpino sono state affiancate da un nuovo importante capitolo, l’esplorazione del territorio iraniano. Nella serie realizzata in Iran (2005-2008) l’a rtista delinea l’immagine di un territorio ricco di fascino, dove i resti delle antiche culture convivono con i tratti di un Paese in trasformazione, che a partire dalla Rivoluzione islamica del 1979 ha assistito a un rapido sviluppo urbano, spesso influenzato dai modelli delle società occidentali.
Le acquisizioni del quarto nucleo di fotografie proseguono il percorso avviato da Fondazione Fotografia con la collezione italiana: quello di raccontare attraverso immagini fondamentali gli sviluppi della fotografia del nostro Paese. Attraverso le visioni dei quattro autori coinvolti, la mostra Quattro introduce differenti approcci al mezzo fotografico e, attraverso di esso, alla realtà contemporanea.
La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue a cura di Claudia Fini e Francesca Lazzarini, edito da Skira, che raccoglie le opere entrate in collezione, introdotte da un testo critico e da biografie e introduzioni per ogni artista. Per il nucleo di immagini di Walter Niedermayr è previsto anche un volume specifico, sempre edito da Skira, che offrirà un ulteriore strumento di approfondimento. Per il numero e la rappresentatività delle immagini, la sezione riservata a Niedermayr all’interno della mostra Quattro può essere considerata una personale dell’artista: è destinata infatti a transitare anche al di fuori del territorio nazionale, nell’ambito della programmazione di importanti musei europei.
Fonte: gazzetta di modena
