Se l'hanno scorso il vincitore fu il napoletano Pietro Masturzo, con uno scatto dai tetti di Teheran, la fotografia simbolo della 54esima edizione è invece il ritratto che la sudafricana Jodi Bieber ha fatto alla diciottenne Bibi Aisha, sfigurata nel naso e nelle orecchie perché fuggita dalla casa del marito, un combattente talebano, in Afghanistan.
Accanto a questa - in un allestimento che vede la collaborazione dell'assessorato comunale alla Cultura, dell'Ordine dei giornalisti campani, del Consolato generale Usa a Napoli, e degli istituti di cultura Goethe e Cervantes, e che è dedicato ai fotoreporter Tim Hetherington e Chris Hondros, ammazzati il 20 aprile in Libia - ci sono scene collettive, primi piani, campi lunghissimi, reportage in movimento e ritratti, per nove categorie complessive.
Per i giovani fotografi, napoletani e non, sarà importante sapere che fino al 4 gennaio sono in calendario anche una serie di workshop e lecture (videoproiezioni dei singoli portfolio) tenuti in prima persona dagli stessi fotografi
Per i workshop, Darcy Padilla (8 e 9 dicembre), che ha raccontato la storia di una giovane madre sieropositiva, fino alla sua morte; Wolfram Hahn (8 e 9), Gustavo Cuevas (15 e 16), che ha ritratto un torero incornato a Madrid (la corna del toro gli ha trapassato la gola fino a sbucare dalla bocca), Ivo Saglietti (16 e 18) e Riccardo Venturi (21 e 23). Alle lecture, sono attesi Malte Jäger e Daniele Tamagni (8 dicembre), Sarah Elliot - che ha raccontato gli aborti clandestini in Kenya - e Darcy Padilla (il 9), Cuevas (il 16), Masturzo (il 17) e Fabio Cuttica (il 21). Ogni giovedì e venerdì alle 18, infine, i fotoaperitivi.


















