Il 7 dicembre 1941 l'aeronautica giapponese bombardava a sorpresa la flotta statunitense di stanza a Pearl Harbor, nelle Hawaii. Un attacco che convinse l'opinione pubblica americana ad entrare in guerra contro l'Asse, spostando sensibilmente le sorti del conflitto in favore delle truppe alleate. Ora, a 70 anni di distanza, si commemorano le vittime di quel giorno e i marinai sopravvissuti. Quasi tutti ormai hanno oltre 90 anni: ecco i loro volti, raccolti dal Virginian Pilot.
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Visualizzazione post con etichetta Reportage. Mostra tutti i post
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giovedì 15 dicembre 2011
domenica 4 dicembre 2011
Reportage: diventare cheerleader
Altro che Miss Italia o gli altri concorsi di bellezza: negli Usa la competizione per diventare cheerleader delle squadre più famose di basket o di football è accesissima. Migliaia di ragazze partecipano ogni anno alle selezioni per essere ammesse nel team. A Baltimora il 'contest' per far parte delle cheerleader della squadra di football dei Ravens comincia a marzo con le prime selezioni. Le ragazze partecipano poi a campi di allenamento e infine le migliori vengono ammesse al team che sostiene i giocatori di football durante le partite del campionato Nfl
domenica 4 settembre 2011
Il Festival di Venezia vista con un iPhone
Un reportage della sessantottesima Mostra del cinema realizzati dalla fotografa Barbara Zanon esclusivamente con iphone 4 e rielaborate con originalità con le solo app scaricabili dall'iTunes.
lunedì 11 luglio 2011
Un ritratto in 4 anni e mezzo
Questa ragazza si è fotografata ogni giorno per più di 4 anni.
In questo video la condensazione degli scatti:
Il suo blog: www.clickflashwhirr.blogspot.com/
In questo video la condensazione degli scatti:
Il suo blog: www.clickflashwhirr.blogspot.com/
giovedì 24 febbraio 2011
lunedì 14 febbraio 2011
Reportage del Tour dei Modena City Ramblers "Onda Libera" di Marco Donatiello
Nel 2009 il fotografo torinese Marco Donatiello, fotoreporter che segue da molti anni il lavoro di Libera, l'associazione antimafia di Don Ciotti, ha eseguito un bellissimo reportage viaggiando, riprendendo i backstage e fotografando i concerti del tour dei Modena City Ramblers "Onda Libera", disco scritto per e in collaborazione con Libera.
Si tratta di un lavoro molto importante in quanto nel panorama italiano si vedono raramente reportage del genere, dove un gruppo della levatura dei Modena City Ramblers sono seguiti durante un tour 24 ore al giorno da un fotografo, in quanto manca proprio una cultura del reportage del dietro le quinte, dettato sia dalle esigenze di produzione, sia dalla difficoltà organizzativa e di realizzazione del lavoro stesso.
Le fotografie realizzate da Donatiello sono state poi utilizzate dalla Giunti Editori per la realizzazione del libro (Acquistabile anche online sullo store della Giunti al prezzo di 10€) che accompagna il video del documentario realizzato in occasione di quel tour.
Si tratta di un lavoro molto importante in quanto nel panorama italiano si vedono raramente reportage del genere, dove un gruppo della levatura dei Modena City Ramblers sono seguiti durante un tour 24 ore al giorno da un fotografo, in quanto manca proprio una cultura del reportage del dietro le quinte, dettato sia dalle esigenze di produzione, sia dalla difficoltà organizzativa e di realizzazione del lavoro stesso.
Le fotografie realizzate da Donatiello sono state poi utilizzate dalla Giunti Editori per la realizzazione del libro (Acquistabile anche online sullo store della Giunti al prezzo di 10€) che accompagna il video del documentario realizzato in occasione di quel tour.
martedì 1 febbraio 2011
World.Report Award 2011 Premio Italiano di Fotogiornalismo entro il 7 aprile
World.Report Award 2011 Premio Italiano di Fotogiornalismo
Il Festival della Fotografia Etica di Lodi e ArtèFoto | Festival Internazionale di Fotogiornalismo della Provincia di Ancona, hanno il piacere di presentare la prima edizione del World.Report Award 2011 - Premio Italiano di Fotogiornalismo.
Due “giovani” festival indipendenti che si sono imposti all’attenzione del pubblico per il livello qualitativo e la dimensione internazionale dei fotografi che hanno preso parte alle precedenti edizioni.
Due festival che vogliono essere al servizio del fotogiornalismo di qualità, della fotografia che racconta e fa pensare, della fotografia che, soprattutto in Italia, trova sempre meno spazio nei media.
Due festival al servizio dei fotografi che con enormi sacrifici personali ed economici continuano a testimoniare con le loro immagini gli avvenimenti del mondo.
Il Festival della Fotografia Etica di Lodi nasce e viene gestito con logiche di volontariato culturale e vuole avvicinare il grande pubblico a contenuti di rilevanza etica, utilizzando la fotografia come strumento di comunicazione e conoscenza. Differenti declinazioni del delicato rapporto tra etica, comunicazione e fotografia.
ArtèFoto | Festival Internazionale di Fotogiornalismo della provincia di Ancona seleziona fotoreportage da tutto il mondo dando la preferenza a tutti quei “racconti” inediti in Italia. Ospita incontri con i fotografi che li hanno realizzati ed organizza iniziative multidisciplinari parallele legate ai temi del fotogiornalismo (videoproiezioni, racconti, workshop ...).
Il World.Report Award 2011 - Premio Italiano di Fotogiornalismo vuole inserirsi in questo modo di vedere l’impegno sociale attraverso la fotografia, si rivolge a tutti i fotografi, italiani e stranieri, professionisti e non, con reportage di fotografia sociale e documentaria.
L’ambito del concorso prende in considerazione lavori in cui l’oggetto sia l’uomo, con le sue vicende pubbliche e private, le sue piccole e grandi storie; i fenomeni sociali, i costumi, le civiltà, le grandi tragedie e le piccole gioie quotidiane, i cambiamenti e l’immutabilità.
Il filo conduttore della lettura dei lavori sarà la “storia” che il progetto saprà raccontare attraverso la fotografia e che riassume il termine “reportage sociale”.
Il premio di 3.000 Euro (in denaro) vuole essere un supporto a chi si impegna in questo settore della fotografia che porta all’attenzione del pubblico avvenimenti legati all’uomo e che quasi sempre non riceve un adeguato riconoscimento economico.
Il lavoro premiato sarà esposto nell’ambito dei due festival con una mostra che sarà parte integrante del programma delle manifestazioni nelle edizioni del 2011.
Il Festival della Fotografia Etica di Lodi e ArtèFoto | Festival Internazionale di Fotogiornalismo della Provincia di Ancona, hanno il piacere di presentare la prima edizione del World.Report Award 2011 - Premio Italiano di Fotogiornalismo.
Due “giovani” festival indipendenti che si sono imposti all’attenzione del pubblico per il livello qualitativo e la dimensione internazionale dei fotografi che hanno preso parte alle precedenti edizioni.
Due festival che vogliono essere al servizio del fotogiornalismo di qualità, della fotografia che racconta e fa pensare, della fotografia che, soprattutto in Italia, trova sempre meno spazio nei media.
Due festival al servizio dei fotografi che con enormi sacrifici personali ed economici continuano a testimoniare con le loro immagini gli avvenimenti del mondo.
Il Festival della Fotografia Etica di Lodi nasce e viene gestito con logiche di volontariato culturale e vuole avvicinare il grande pubblico a contenuti di rilevanza etica, utilizzando la fotografia come strumento di comunicazione e conoscenza. Differenti declinazioni del delicato rapporto tra etica, comunicazione e fotografia.
ArtèFoto | Festival Internazionale di Fotogiornalismo della provincia di Ancona seleziona fotoreportage da tutto il mondo dando la preferenza a tutti quei “racconti” inediti in Italia. Ospita incontri con i fotografi che li hanno realizzati ed organizza iniziative multidisciplinari parallele legate ai temi del fotogiornalismo (videoproiezioni, racconti, workshop ...).
Il World.Report Award 2011 - Premio Italiano di Fotogiornalismo vuole inserirsi in questo modo di vedere l’impegno sociale attraverso la fotografia, si rivolge a tutti i fotografi, italiani e stranieri, professionisti e non, con reportage di fotografia sociale e documentaria.
L’ambito del concorso prende in considerazione lavori in cui l’oggetto sia l’uomo, con le sue vicende pubbliche e private, le sue piccole e grandi storie; i fenomeni sociali, i costumi, le civiltà, le grandi tragedie e le piccole gioie quotidiane, i cambiamenti e l’immutabilità.
Il filo conduttore della lettura dei lavori sarà la “storia” che il progetto saprà raccontare attraverso la fotografia e che riassume il termine “reportage sociale”.
Il premio di 3.000 Euro (in denaro) vuole essere un supporto a chi si impegna in questo settore della fotografia che porta all’attenzione del pubblico avvenimenti legati all’uomo e che quasi sempre non riceve un adeguato riconoscimento economico.
Il lavoro premiato sarà esposto nell’ambito dei due festival con una mostra che sarà parte integrante del programma delle manifestazioni nelle edizioni del 2011.
Regolamento
Possono partecipare al premio i fotografi italiani e stranieri con reportage di fotografia sociale.
La partecipazione è gratuita e aperta a tutti i fotografi senza limiti di età e di provenienza. Non sono ammessi reportage in forma collettiva. L’ambito del progetto deve essere quello del fotoreportage sociale e documentario; le vicende degli uomini, le loro storie, gli eventi delle società, i fenomeni e i cambiamenti dell’umanità.
Il reportage presentato dovrà essere composto da un minimo di 15 a un massimo di 25 immagini. La serie di immagini dovrà comporre un racconto coerente che si snoda intorno ad un tema unificatore; la valutazione della giuria si baserà sul valore attributo alla capacità del fotografo di costruire un percorso narrativo ed emozionale sviluppato attraverso la sequenza delle immagini.
Le immagini, da presentare in formato digitale, a colori o in bianco e nero, dovranno essere inviate in formato jpg con risoluzione del lato più corto dell’immagine al massimo di 1080 pixel, (72dpi).
Importante: i file dovranno essere nominati con il titolo del Progetto e un numero progressivo
(es: amazzonia_01).
È ammessa la post-produzione dei file purché non comporti l’aggiunta o la sottrazione di elementi
dall’immagine non presenti nel file RAW originale. Il ritaglio dell’immagine è ammesso.
Al vincitore sarà richiesto di mettere a disposizione dell’organizzazione i file RAW delle immagini
componenti il reportage. Elaborazioni digitali diverse non saranno accettate.
Le immagini inviate al concorso dovranno essere nella loro forma definitiva e non potranno essere ulteriormente elaborate o sostituite con altre dopo la comunicazione dell’assegnazione del Premio.
La mostra rispetterà la sequenza indicata dall’autore.
Il dossier completo deve essere inviato esclusivamente tramite cd o dvd.
Le immagini devono essere accompagnate da didascalie con una numerazione corrispondente all’immagine alla quale fanno riferimento. Le didascalie devono essere fornite su un documento di testo da inserire nel cd/dvd. Il file deve contenere il numero progressivo e le miniature (thumbnails) delle foto con le relative didascalie di massimo 50 parole ciascuna.
Nel cd deve essere inserita una presentazione scritta del progetto di massimo 500 parole in cui si
riporta il titolo, il luogo il periodo di esecuzione, la descrizione del lavoro e le indicazioni di lettura dello stesso. I testi possono essere spediti in Italiano, Inglese e Francese.
Nel presente documento, nelle didascalie e nei file delle immagini non deve essere fatto alcun riferimento al nome dell’autore, pena l’immediata esclusione dal concorso. I dati relativi all’autore devono essere presenti esclusivamente nel modulo di iscrizione.
Verrà selezionato un reportage vincitore e all’autore verrà corrisposto un premio di 3.000 euro.
L’autore si impegna ad assicurare la sua presenza alla premiazione che avverrà in una data compresa tra il 18 e il 22 Maggio 2011 nell’ambito del Festival della Fotografia Etica a Lodi (Italia); le spese di viaggio e pernottamento saranno totalmente a carico dell’organizzazione del Premio. Nel caso in cui l’autore fosse assente alla premiazione, saranno detratte dal Premio le spese sostenute dall’organizzazione (biglietto aereo, pernottamento ecc.).
La giuria sarà composta dagli organizzatori dei due festival.
Il fotografo premiato si impegna a cedere i diritti di utilizzo delle immagini componenti il reportage premiato, per la creazione di una mostra che sarà esposta durante il Festival della Fotografia Etica di Lodi dal19 al 22 maggio e durante ArtèFoto | Festival Internazionale di Fotogiornalismo della provincia di Ancona dal 1 al 12 giugno. La mostra potrà essere esposta in altre sedi fino al 31 dicembre 2011, con l’unico scopo di promuovere il Premio e il lavoro del fotografo.
La mostra sarà stampata presso il laboratorio 10b Photography di Roma, (www.10bphotography.com).
Le stampe saranno restituite all’autore per posta, con spese a carico del destinatario.
L’autore si impegna nelle successive esposizioni della mostra a citare che la stessa è stata prodotta dal Festival della Fotografia Etica di Lodi e da ArtèFoto -Festival Internazionale di Fotogiornalismo nell’ambito del World.Report Award 2011 - Premio Italiano di Fotogiornalismo.
3 › 3 World.Report Award 2011 Premio Italiano di Fotogiornalismo
L’organizzazione si riserva il diritto di utilizzo delle immagini del reportage premiato, anche in future edizioni dei festival.
La consegna delle foto dovrà avvenire entro e non oltre il 7 aprile 2011.
La comunicazione dell’assegnazione del premio avverrà entro il 20 Aprile 2011 telefonicamente e/o via mail.
Il fotografo premiato, entro il 25 aprile 2011, si impegna a consegnare le immagini in alta risoluzione, adatte ad una stampa formato 40cm x 60 cm, per la stampa della mostra.
Il fotografo premiato accetta che le fotografie presentate possano essere usate nella presente o in
future edizioni dei Festival; a titolo di esempio per la stampa di eventuali cataloghi delle varie edizioni del Premio, videoproiezioni, mostre in successive edizioni dei Festival, comunicazioni o promozioni dei Festival, ecc.
Ogni foto utilizzata dall’organizzazione riporterà i crediti del fotografo.
I diritti d’autore e qualunque altro diritto restano prerogativa del fotografo premiato.
Il partecipante dichiara di essere l’autore delle immagini che partecipano al concorso, di essere
detentore dei diritti per le stesse e di essere in possesso dell’autorizzazione all’utilizzo delle immagini da parte dei soggetti eventualmente raffigurati, utilizzo di cui si assume completamente la responsabilità.
Modalità di partecipazione
I partecipanti al concorso dovranno far pervenire il loro CD/DVD entro e non oltre 7 aprile a:
ArtèFoto Festival Via Torre, 5 60034 Cupramontana (Ancona) Italia
Il CD/DVD dovrà contenere:
• Le immagini, in bianco e nero o a colori, in formato jpg con risoluzione massima del lato più corto dell’immagine di 1080 pixel, (72dpi).
• Un file word o Pdf (preferito) contenente il titolo e la descrizione del progetto, massimo 500 parole.
• Un file word o Pdf (preferito) contenente le didascalie, numerate in numero progressivo corrispondente alle immagini e le miniature (thumbnails) corrispondenti.
• Il modulo di iscrizione compilato digitalmente.
Il nome dell’autore dovrà essere presente solo nella scheda di partecipazione, pena l’immediata
esclusione dal Concorso.
I CD/DVD che contengano file difformi da quanto sopra indicato, saranno esclusi dal concorso.
Il regolamento del bando è scaricabile dai siti www.festivaldellafotografiaetica.it e www.artefotofestival.org
Non è prevista la restituzione del materiale inviato che sarà distrutto entro 3 mesi dall’assegnazione del Premio; i file saranno cancellati dagli archivi.
Per informazioni e chiarimenti sul concorso potete scrivere a:
Informazione relative all’invio delle foto: info@artefotofestival.org
Informazioni relative al bando e ufficio stampa: info@festivaldellafotografiaetica.it
La partecipazione al concorso sottintende che siano state lette ed accettate le condizioni del bando.
Sponsor tecnico: 10b Photography
Media partner: Il Fotografo
La partecipazione è gratuita e aperta a tutti i fotografi senza limiti di età e di provenienza. Non sono ammessi reportage in forma collettiva. L’ambito del progetto deve essere quello del fotoreportage sociale e documentario; le vicende degli uomini, le loro storie, gli eventi delle società, i fenomeni e i cambiamenti dell’umanità.
Il reportage presentato dovrà essere composto da un minimo di 15 a un massimo di 25 immagini. La serie di immagini dovrà comporre un racconto coerente che si snoda intorno ad un tema unificatore; la valutazione della giuria si baserà sul valore attributo alla capacità del fotografo di costruire un percorso narrativo ed emozionale sviluppato attraverso la sequenza delle immagini.
Le immagini, da presentare in formato digitale, a colori o in bianco e nero, dovranno essere inviate in formato jpg con risoluzione del lato più corto dell’immagine al massimo di 1080 pixel, (72dpi).
Importante: i file dovranno essere nominati con il titolo del Progetto e un numero progressivo
(es: amazzonia_01).
È ammessa la post-produzione dei file purché non comporti l’aggiunta o la sottrazione di elementi
dall’immagine non presenti nel file RAW originale. Il ritaglio dell’immagine è ammesso.
Al vincitore sarà richiesto di mettere a disposizione dell’organizzazione i file RAW delle immagini
componenti il reportage. Elaborazioni digitali diverse non saranno accettate.
Le immagini inviate al concorso dovranno essere nella loro forma definitiva e non potranno essere ulteriormente elaborate o sostituite con altre dopo la comunicazione dell’assegnazione del Premio.
La mostra rispetterà la sequenza indicata dall’autore.
Il dossier completo deve essere inviato esclusivamente tramite cd o dvd.
Le immagini devono essere accompagnate da didascalie con una numerazione corrispondente all’immagine alla quale fanno riferimento. Le didascalie devono essere fornite su un documento di testo da inserire nel cd/dvd. Il file deve contenere il numero progressivo e le miniature (thumbnails) delle foto con le relative didascalie di massimo 50 parole ciascuna.
Nel cd deve essere inserita una presentazione scritta del progetto di massimo 500 parole in cui si
riporta il titolo, il luogo il periodo di esecuzione, la descrizione del lavoro e le indicazioni di lettura dello stesso. I testi possono essere spediti in Italiano, Inglese e Francese.
Nel presente documento, nelle didascalie e nei file delle immagini non deve essere fatto alcun riferimento al nome dell’autore, pena l’immediata esclusione dal concorso. I dati relativi all’autore devono essere presenti esclusivamente nel modulo di iscrizione.
Verrà selezionato un reportage vincitore e all’autore verrà corrisposto un premio di 3.000 euro.
L’autore si impegna ad assicurare la sua presenza alla premiazione che avverrà in una data compresa tra il 18 e il 22 Maggio 2011 nell’ambito del Festival della Fotografia Etica a Lodi (Italia); le spese di viaggio e pernottamento saranno totalmente a carico dell’organizzazione del Premio. Nel caso in cui l’autore fosse assente alla premiazione, saranno detratte dal Premio le spese sostenute dall’organizzazione (biglietto aereo, pernottamento ecc.).
La giuria sarà composta dagli organizzatori dei due festival.
Il fotografo premiato si impegna a cedere i diritti di utilizzo delle immagini componenti il reportage premiato, per la creazione di una mostra che sarà esposta durante il Festival della Fotografia Etica di Lodi dal19 al 22 maggio e durante ArtèFoto | Festival Internazionale di Fotogiornalismo della provincia di Ancona dal 1 al 12 giugno. La mostra potrà essere esposta in altre sedi fino al 31 dicembre 2011, con l’unico scopo di promuovere il Premio e il lavoro del fotografo.
La mostra sarà stampata presso il laboratorio 10b Photography di Roma, (www.10bphotography.com).
Le stampe saranno restituite all’autore per posta, con spese a carico del destinatario.
L’autore si impegna nelle successive esposizioni della mostra a citare che la stessa è stata prodotta dal Festival della Fotografia Etica di Lodi e da ArtèFoto -Festival Internazionale di Fotogiornalismo nell’ambito del World.Report Award 2011 - Premio Italiano di Fotogiornalismo.
3 › 3 World.Report Award 2011 Premio Italiano di Fotogiornalismo
L’organizzazione si riserva il diritto di utilizzo delle immagini del reportage premiato, anche in future edizioni dei festival.
La consegna delle foto dovrà avvenire entro e non oltre il 7 aprile 2011.
La comunicazione dell’assegnazione del premio avverrà entro il 20 Aprile 2011 telefonicamente e/o via mail.
Il fotografo premiato, entro il 25 aprile 2011, si impegna a consegnare le immagini in alta risoluzione, adatte ad una stampa formato 40cm x 60 cm, per la stampa della mostra.
Il fotografo premiato accetta che le fotografie presentate possano essere usate nella presente o in
future edizioni dei Festival; a titolo di esempio per la stampa di eventuali cataloghi delle varie edizioni del Premio, videoproiezioni, mostre in successive edizioni dei Festival, comunicazioni o promozioni dei Festival, ecc.
Ogni foto utilizzata dall’organizzazione riporterà i crediti del fotografo.
I diritti d’autore e qualunque altro diritto restano prerogativa del fotografo premiato.
Il partecipante dichiara di essere l’autore delle immagini che partecipano al concorso, di essere
detentore dei diritti per le stesse e di essere in possesso dell’autorizzazione all’utilizzo delle immagini da parte dei soggetti eventualmente raffigurati, utilizzo di cui si assume completamente la responsabilità.
Modalità di partecipazione
I partecipanti al concorso dovranno far pervenire il loro CD/DVD entro e non oltre 7 aprile a:
ArtèFoto Festival Via Torre, 5 60034 Cupramontana (Ancona) Italia
Il CD/DVD dovrà contenere:
• Le immagini, in bianco e nero o a colori, in formato jpg con risoluzione massima del lato più corto dell’immagine di 1080 pixel, (72dpi).
• Un file word o Pdf (preferito) contenente il titolo e la descrizione del progetto, massimo 500 parole.
• Un file word o Pdf (preferito) contenente le didascalie, numerate in numero progressivo corrispondente alle immagini e le miniature (thumbnails) corrispondenti.
• Il modulo di iscrizione compilato digitalmente.
Il nome dell’autore dovrà essere presente solo nella scheda di partecipazione, pena l’immediata
esclusione dal Concorso.
I CD/DVD che contengano file difformi da quanto sopra indicato, saranno esclusi dal concorso.
Il regolamento del bando è scaricabile dai siti www.festivaldellafotografiaetica.it e www.artefotofestival.org
Non è prevista la restituzione del materiale inviato che sarà distrutto entro 3 mesi dall’assegnazione del Premio; i file saranno cancellati dagli archivi.
Per informazioni e chiarimenti sul concorso potete scrivere a:
Informazione relative all’invio delle foto: info@artefotofestival.org
Informazioni relative al bando e ufficio stampa: info@festivaldellafotografiaetica.it
La partecipazione al concorso sottintende che siano state lette ed accettate le condizioni del bando.
Sponsor tecnico: 10b Photography
Media partner: Il Fotografo
mercoledì 6 ottobre 2010
Mostra "I volti e le strade nella periferia di Dakar" di Marco Donatiello e Claudia Panarello Rivoli dal 09/10/2010
Il nove ottobre in alcuni caffè storici di Rivoli verrà inaugurata la mostra "I volti e le strade nella periferia di Dakar" Il lavoro, realizzato a quattro mani da Marco Donatiello e da Claudia Panarello, è la conclusione di un lungo e faticoso reportage sociale realizzato nelle periferie di Dakar nel corso dell'ultimo anno.
Il Vernissage a buffet si terrà al Nordovest Cafè Corso Susa n° 3 alle ore 18.00
Il Vernissage a buffet si terrà al Nordovest Cafè Corso Susa n° 3 alle ore 18.00
venerdì 28 maggio 2010
Workshop di Giovanni Marrozzini Ancona 01/06/2010
Vi segnaliamo il prossimo workshop di Giovanni Marrozzini che si terrà durante il Festival Internazionale di Fotogiornalismo di Ancona
Palazzo Luminari - Rosora (Ancona)
Martedì 1 Giugno 2010 | 10.00 - 18.00
Memorie allo specchio - Raccontare con il reportage
Workshop con Giovanni Marrozzini
Come raccontare una storia? Il reportage può assumere diversi tagli narrativi, da testimonianza diretta a diario di viaggio. Attraverso la sua esperienza Giovanni Marrozzini guiderà allo studio e all'esercizio della struttura narrativa del reportage. L'obiettivo del workshop è quello di combinare la capacità del fotografo con la sua esigenza di informare.
Giovanni Marrozzini mostrerà i suoi lavori fotografici e illustrerà il suo percorso: dalla modalità d'ideazione alla raccolta di materiale informativo sull’area di interesse, dalla scelta della tematica da affrontare al rapporto con l'organizzazione committente, dalla gestione dei rapporti personali con i soggetti all'adattamento del progetto alle condizioni operative, dalla soluzione delle problematiche di tipo organizzativo e di tipo tecnico alla realizzazione in campo dell'opera fin ad arrivare al risultato finale rispetto all'idea iniziale, l'editing e il testo di accompagnamento.
Lettura del portfolio dei partecipanti: le immagini saranno visionate e discusse con un'analisi del linguaggio utilizzato e con suggerimenti in merito al miglioramento della qualità fotografica, all’approfondimento delle tematiche, all’efficacia comunicativa e all'orientamento nell’editing finale. Giovanni Marrozzini fornirà una lettura delle opere indicando i punti critici, gli elementi deboli e le possibili alternative al processo compositivo dell’autore.
Cosa portare
Selezionare dal proprio portfolio un reportage di max. 10 immagini, in formato digitale o cartaceo.
L'aula dispone di una connessione internet ed è quindi possibile mostrare il portfolio già montato su una pagina web (max 10 immagini).
Orario
Dalle 10.00 - alle 18.00
Costo
50 euro
Numero minimo: 10 persone
Numero massimo: 40 persone
Scheda di iscrizione
Ecco il
Sito del Festival
Palazzo Luminari - Rosora (Ancona)
Martedì 1 Giugno 2010 | 10.00 - 18.00
Memorie allo specchio - Raccontare con il reportage
Workshop con Giovanni Marrozzini
Come raccontare una storia? Il reportage può assumere diversi tagli narrativi, da testimonianza diretta a diario di viaggio. Attraverso la sua esperienza Giovanni Marrozzini guiderà allo studio e all'esercizio della struttura narrativa del reportage. L'obiettivo del workshop è quello di combinare la capacità del fotografo con la sua esigenza di informare.
Giovanni Marrozzini mostrerà i suoi lavori fotografici e illustrerà il suo percorso: dalla modalità d'ideazione alla raccolta di materiale informativo sull’area di interesse, dalla scelta della tematica da affrontare al rapporto con l'organizzazione committente, dalla gestione dei rapporti personali con i soggetti all'adattamento del progetto alle condizioni operative, dalla soluzione delle problematiche di tipo organizzativo e di tipo tecnico alla realizzazione in campo dell'opera fin ad arrivare al risultato finale rispetto all'idea iniziale, l'editing e il testo di accompagnamento.
Lettura del portfolio dei partecipanti: le immagini saranno visionate e discusse con un'analisi del linguaggio utilizzato e con suggerimenti in merito al miglioramento della qualità fotografica, all’approfondimento delle tematiche, all’efficacia comunicativa e all'orientamento nell’editing finale. Giovanni Marrozzini fornirà una lettura delle opere indicando i punti critici, gli elementi deboli e le possibili alternative al processo compositivo dell’autore.
Cosa portare
Selezionare dal proprio portfolio un reportage di max. 10 immagini, in formato digitale o cartaceo.
L'aula dispone di una connessione internet ed è quindi possibile mostrare il portfolio già montato su una pagina web (max 10 immagini).
Orario
Dalle 10.00 - alle 18.00
Costo
50 euro
Numero minimo: 10 persone
Numero massimo: 40 persone
Scheda di iscrizione
Ecco il
Sito del Festival
mercoledì 2 dicembre 2009
STEVE McCURRY a Milano. Fino al 31 gennaio 2010
STEVE McCURRY. SUD-EST
Fino al 31 gennaio 2010
Milano, Palazzo della Ragione, piazza Mercanti 1
Orari: Da martedì a domenica h 9.30 - 19.30. Giovedì h 9.30 - 22.30. Lunedì h 14.30 - 19.30
INFO:
tel. 02.43353522
servizi@civita.it
"La mostra propone un'eccezionale raccolta di quasi 200 scatti che accompagnano il visitatore in un racconto che si snoda in un percorso dove volti, colori, paesaggi e luci, pervasi da una magica atmosfera, segnano l'identità di paesi come l'Afghanistan, l'India, il Tibet, la Birmania, colti attraverso l'obiettivo di uno dei maestri del fotogiornalismo, premiato già due volte con il World Press Photo Awards, il premio Nobel della fotografia.
La mostra è la narrazione del viaggio silenzioso che Steve McCurry ha più volte intrapreso nel Sud e nell'Est del mondo dove si è trasformato in osservatore per renderci testimoni di luoghi che sembrano non incrociare il nostro sguardo.
La sequenza di immagini presentata nella mostra SUD-EST - per Steve McCurry - evoca l'ampio mosaico dell'esperienza umana e i miei incontri casuali con sagome e ombre, acqua e luce. Ho voluto trasmettere al visitatore il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell'essere estraneo si mescola alla gioia della familiarità.
Come sottolinea Tanja Solci, curatrice della mostra, è in scena l'anima di un grande artista che nel suo percorso creativo e professionale ha avuto la straordinaria capacità di entrare ed uscire dalla tragedia della guerra, uno scatto diventa simbolo di un momento storico, un ritratto acquista la forza di un'icona sacra. E se per un istante fossero i protagonisti di queste immagini a guardare noi?
Il percorso espositivo rompe il tradizionale rapporto frontale con il visitatore: nel suggestivo allestimento di Peter Bottazzi metaforici rami di alberi intorno ai quali ragazze afgane, monaci, bambini tibetani si animano in una fitta foresta dove tutto è sospeso, dove si arrivano a percepire i rumori e gli odori del luoghi rappresentati. Si diventa scorci di realtà, mescolandosi alla bellezza del racconto fotografico e del mondo incontrato da McCurry.
Il percorso espositivo di Sud Est è articolato in sei sezioni tematiche.
L'altro presenta una delle cifre più caratteristiche dell'arte di McCurry: i volti di Steve McCurry ci parlano di vite, luoghi, emozioni catturati in uno luogo remoto e liberati altrove. La bellezza, l'eleganza, la dignità superano il tempo e lo spazio in cui si manifestano e raccontano in un linguaggio universale e immediato la complessa esperienza umana.
Il protagonista invisibile della sezione successiva è il silenzio, materia sottile capace di esaltare i momenti di intimità e di raccoglimento dell'uomo davanti alla grandiosità della natura e al mistero del vivere quotidiano. Tema portante è il viaggio, non solo nei paesi che l'artista ha percorso ma anche lo stupore di fronte al rapporto dell'essere umano con l'Assoluto.
Tornando da un viaggio in Tibet, era il 10 settembre 2001, Steve McCurry assiste il giorno dopo, dalla finestra del suo studio di New York, alla distruzione delle Torri Gemelle. Un passaggio improvviso e scioccante, che introduce alla sezione dedicata alla Guerra, dove le fotografie rappresentano la tragedia, il dramma dell'umanità contro l'umanità. Una tragedia è colma di "poesia", dove il dolore viene trasfigurato dall'armonia delle immagini.
L'uscita dalla guerra è nella Gioia, immortalata da Steve McCurry in scenari di allegria, intensità di colori, vita che scorre e fluisce. Il quotidiano riemerge dalla polvere della guerra, la normalità come un lampo nei gesti di una mano, nell'immediatezza di sorriso.
La quinta sezione, dedicata all'Infanzia, riporta lo spettatore a riflettere su uno dei temi più drammatici della storia dell'umanità: lo sfruttamento dei bambini e la piaga dei bambini-soldato. Le sue fotografie sono capaci di far convivere lo stupore con la paura, la solitudine con la necessità di assumere un comportamento adulto.
La mostra si conclude con la sezione dedicata alla Bellezza, nella quale si incontrano tre ritratti di giovani ragazze, tra cui il celebre scatto della bambina afgana dagli occhi verdi, diventata ormai un'icona dell'opera di McCurry e della fotografia contemporanea.
Ad arricchire il percorso un ulteriore sezione dedicata ai "cortometraggi" dove sequenza ininterrotte di fotografie compongono narrazioni di vita e di umanità."
Milano, Palazzo della Ragione, piazza Mercanti 1
Orari: Da martedì a domenica h 9.30 - 19.30. Giovedì h 9.30 - 22.30. Lunedì h 14.30 - 19.30
INFO:
tel. 02.43353522
servizi@civita.it
"La mostra propone un'eccezionale raccolta di quasi 200 scatti che accompagnano il visitatore in un racconto che si snoda in un percorso dove volti, colori, paesaggi e luci, pervasi da una magica atmosfera, segnano l'identità di paesi come l'Afghanistan, l'India, il Tibet, la Birmania, colti attraverso l'obiettivo di uno dei maestri del fotogiornalismo, premiato già due volte con il World Press Photo Awards, il premio Nobel della fotografia.
La mostra è la narrazione del viaggio silenzioso che Steve McCurry ha più volte intrapreso nel Sud e nell'Est del mondo dove si è trasformato in osservatore per renderci testimoni di luoghi che sembrano non incrociare il nostro sguardo.
La sequenza di immagini presentata nella mostra SUD-EST - per Steve McCurry - evoca l'ampio mosaico dell'esperienza umana e i miei incontri casuali con sagome e ombre, acqua e luce. Ho voluto trasmettere al visitatore il senso viscerale della bellezza e della meraviglia che ho trovato di fronte a me, durante i miei viaggi, quando la sorpresa dell'essere estraneo si mescola alla gioia della familiarità.
Come sottolinea Tanja Solci, curatrice della mostra, è in scena l'anima di un grande artista che nel suo percorso creativo e professionale ha avuto la straordinaria capacità di entrare ed uscire dalla tragedia della guerra, uno scatto diventa simbolo di un momento storico, un ritratto acquista la forza di un'icona sacra. E se per un istante fossero i protagonisti di queste immagini a guardare noi?
Il percorso espositivo rompe il tradizionale rapporto frontale con il visitatore: nel suggestivo allestimento di Peter Bottazzi metaforici rami di alberi intorno ai quali ragazze afgane, monaci, bambini tibetani si animano in una fitta foresta dove tutto è sospeso, dove si arrivano a percepire i rumori e gli odori del luoghi rappresentati. Si diventa scorci di realtà, mescolandosi alla bellezza del racconto fotografico e del mondo incontrato da McCurry.
Il percorso espositivo di Sud Est è articolato in sei sezioni tematiche.
L'altro presenta una delle cifre più caratteristiche dell'arte di McCurry: i volti di Steve McCurry ci parlano di vite, luoghi, emozioni catturati in uno luogo remoto e liberati altrove. La bellezza, l'eleganza, la dignità superano il tempo e lo spazio in cui si manifestano e raccontano in un linguaggio universale e immediato la complessa esperienza umana.
Il protagonista invisibile della sezione successiva è il silenzio, materia sottile capace di esaltare i momenti di intimità e di raccoglimento dell'uomo davanti alla grandiosità della natura e al mistero del vivere quotidiano. Tema portante è il viaggio, non solo nei paesi che l'artista ha percorso ma anche lo stupore di fronte al rapporto dell'essere umano con l'Assoluto.
Tornando da un viaggio in Tibet, era il 10 settembre 2001, Steve McCurry assiste il giorno dopo, dalla finestra del suo studio di New York, alla distruzione delle Torri Gemelle. Un passaggio improvviso e scioccante, che introduce alla sezione dedicata alla Guerra, dove le fotografie rappresentano la tragedia, il dramma dell'umanità contro l'umanità. Una tragedia è colma di "poesia", dove il dolore viene trasfigurato dall'armonia delle immagini.
L'uscita dalla guerra è nella Gioia, immortalata da Steve McCurry in scenari di allegria, intensità di colori, vita che scorre e fluisce. Il quotidiano riemerge dalla polvere della guerra, la normalità come un lampo nei gesti di una mano, nell'immediatezza di sorriso.
La quinta sezione, dedicata all'Infanzia, riporta lo spettatore a riflettere su uno dei temi più drammatici della storia dell'umanità: lo sfruttamento dei bambini e la piaga dei bambini-soldato. Le sue fotografie sono capaci di far convivere lo stupore con la paura, la solitudine con la necessità di assumere un comportamento adulto.
La mostra si conclude con la sezione dedicata alla Bellezza, nella quale si incontrano tre ritratti di giovani ragazze, tra cui il celebre scatto della bambina afgana dagli occhi verdi, diventata ormai un'icona dell'opera di McCurry e della fotografia contemporanea.
Ad arricchire il percorso un ulteriore sezione dedicata ai "cortometraggi" dove sequenza ininterrotte di fotografie compongono narrazioni di vita e di umanità."
domenica 29 novembre 2009
"Battaglia" di Daniela Zanzotto
Battaglia è un documentario di Daniela Zanzotto del 2004.
È la storia di Letizia Battaglia, fotografa siciliana attiva nella lotta alla mafia.
È stato selezionato a Cinemabiente (Torino, 2006) e al Festival Sguardi Altrove (2006), mentre ha ricevuto il premio del pubblico al Biografilm Festival (Bologna, 2005), dove è stato presentato in anteprima nazionale.
Il documentario restituisce un’immagine nitida e immediata della fotografa che, per necessità e volontà di cronaca, ha immortalato le stragi, il dolore e gli effetti devastanti dell’azione delle mafie a Palermo. Letizia Battaglia, sembra dire il film, scatta pensando al suo ruolo e realizzando le foto come se fossero domande a cui non si può non rispondere. La fotoreporter decide di stare nel mezzo tra la morte, quella violenta dei morti ammazzati, e il mondo, quello letto sul giornale del giorno dopo, restando in attesa, pronta a partire ad ogni squillo del telefono, ad ogni sparo per strada. Letizia, nel film, parla di tutto questo e di molto altro, con una leggerezza profonda, come chi ha impressionato, con la peggiore delle immagini, tutti (sé stessa compresa) e tutto (pellicola compresa), senza mai uscirne sconfitta. A testimonianza di questa vittoria ci sono i suoi occhi (magistralmente inquadrati da una regia consapevole) che si muovono veloci sullo schermo nei forti primissimi piani del film e che sembrano conservare la memoria di ogni scatto conquistato o la traccia di ogni combattuta Battaglia.
Distribuzione
Il documentario è distribuito in Italia in DVD da Doc Video.
Biografia di Letizia Battaglia:
Letizia Battaglia (Palermo, 5 marzo 1935) è una fotoreporter e politica italiana.
Dopo un matrimonio fallito (s'era sposata giovanissima), con un diploma di interprete in tasca torma a Palermo e inizia ad appassionarsi di fotografia.
Inizia la sua carriera di fotoreporter nel 1972 lavorando per il giornale palermitano L'Ora e per l'agenzia "Informazione fotografica" frequentata da Josef Koudelka e Ferdinando Scianna, dove si formano i fotografi Luciano del Castillo, Filippo La Mantia, Ernesto Bazan nonchè la figlia Shobha. Nel 1974 si trova a documentare l'inizio degli anni di piombo della sua città, scattando foto dei delitti di mafia per comunicare alle coscienze la misura di quelle atrocità.
Suoi sono gli scatti all'hotel Zagarella che ritraevano gli esattori mafiosi Salvo insieme ad Andreotti e che furono acquisiti agli atti per il processo.
Diviene una fotografa di fama internazionale.
Ma Letizia Battaglia non è solo "la fotografa della mafia". Le sue foto, spesso in un vivido e nitido bianco e nero, si prefiggono di raccontare soprattutto Palermo nella sua miseria e nel suo splendore, i suoi morti di mafia ma anche le sue tradizioni, gli sguardi di bambini e donne (la Battaglia predilige i soggetti femminili), i quartieri, le strade, le feste e i lutti, la vita quotidiana e i volti del potere di una città contraddittoria.
Letizia Battaglia è stata la prima donna europea a ricevere nel 1985, ex aequo con l'americana Donna Ferrato, il Premio Eugene Smith, a New York, riconoscimento internazionale istituito per ricordare il fotografo di Life. Un altro premio, il Mother Johnson Achievement for Life, le è stato tributato nel 1999.
Ha esposto in Italia, nei Paesi dell'Est, Francia (Centre Pompidou, Parigi), Gran Bretagna, America, Brasile, Svizzera, Canada. Il suo impegno sociale e la sua passione per gli ideali di libertà e giustizia sono descritti nella monografia delle edizioni Motta: Passione, giustizia e libertà (lo stesso titolo di una sua mostra recente).
Nel 2008 appare in un cameo nel film di Wim Wenders Palermo Shooting.
La politica
Nel 1979 è cofondatrice del Centro di Documentazione "Giuseppe Impastato". Si è occupata anche di politica a cavallo tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90. È stata consigliere comunale con i Verdi, assessore comunale a Palermo con la giunta Orlando. Nel 1991 è eletta deputato, nell'XI Legislatura, all'Assemblea Regionale Siciliana con La Rete. In questa legislatura è vice presidente della Commissione Cultura. Nel 1996 non si ricandida.
Dal 2000 al 2003 dirige la rivista bimestrale realizzata da donne Mezzocielo, nata da una sua idea nel 1991.
Nonostante le sue radici profondamente siciliane, la Battaglia si era trasferita nel 2003 a Parigi, delusa per il cambiamento del clima sociale e per il senso di emarginazione da cui si sentiva circondata, ma nel 2005 è tornata nella sua Palermo.
È la storia di Letizia Battaglia, fotografa siciliana attiva nella lotta alla mafia.
È stato selezionato a Cinemabiente (Torino, 2006) e al Festival Sguardi Altrove (2006), mentre ha ricevuto il premio del pubblico al Biografilm Festival (Bologna, 2005), dove è stato presentato in anteprima nazionale.
Il documentario restituisce un’immagine nitida e immediata della fotografa che, per necessità e volontà di cronaca, ha immortalato le stragi, il dolore e gli effetti devastanti dell’azione delle mafie a Palermo. Letizia Battaglia, sembra dire il film, scatta pensando al suo ruolo e realizzando le foto come se fossero domande a cui non si può non rispondere. La fotoreporter decide di stare nel mezzo tra la morte, quella violenta dei morti ammazzati, e il mondo, quello letto sul giornale del giorno dopo, restando in attesa, pronta a partire ad ogni squillo del telefono, ad ogni sparo per strada. Letizia, nel film, parla di tutto questo e di molto altro, con una leggerezza profonda, come chi ha impressionato, con la peggiore delle immagini, tutti (sé stessa compresa) e tutto (pellicola compresa), senza mai uscirne sconfitta. A testimonianza di questa vittoria ci sono i suoi occhi (magistralmente inquadrati da una regia consapevole) che si muovono veloci sullo schermo nei forti primissimi piani del film e che sembrano conservare la memoria di ogni scatto conquistato o la traccia di ogni combattuta Battaglia.
Distribuzione
Il documentario è distribuito in Italia in DVD da Doc Video.
Biografia di Letizia Battaglia:
Letizia Battaglia (Palermo, 5 marzo 1935) è una fotoreporter e politica italiana.
Dopo un matrimonio fallito (s'era sposata giovanissima), con un diploma di interprete in tasca torma a Palermo e inizia ad appassionarsi di fotografia.
Inizia la sua carriera di fotoreporter nel 1972 lavorando per il giornale palermitano L'Ora e per l'agenzia "Informazione fotografica" frequentata da Josef Koudelka e Ferdinando Scianna, dove si formano i fotografi Luciano del Castillo, Filippo La Mantia, Ernesto Bazan nonchè la figlia Shobha. Nel 1974 si trova a documentare l'inizio degli anni di piombo della sua città, scattando foto dei delitti di mafia per comunicare alle coscienze la misura di quelle atrocità.
Suoi sono gli scatti all'hotel Zagarella che ritraevano gli esattori mafiosi Salvo insieme ad Andreotti e che furono acquisiti agli atti per il processo.
Diviene una fotografa di fama internazionale.
Ma Letizia Battaglia non è solo "la fotografa della mafia". Le sue foto, spesso in un vivido e nitido bianco e nero, si prefiggono di raccontare soprattutto Palermo nella sua miseria e nel suo splendore, i suoi morti di mafia ma anche le sue tradizioni, gli sguardi di bambini e donne (la Battaglia predilige i soggetti femminili), i quartieri, le strade, le feste e i lutti, la vita quotidiana e i volti del potere di una città contraddittoria.
Letizia Battaglia è stata la prima donna europea a ricevere nel 1985, ex aequo con l'americana Donna Ferrato, il Premio Eugene Smith, a New York, riconoscimento internazionale istituito per ricordare il fotografo di Life. Un altro premio, il Mother Johnson Achievement for Life, le è stato tributato nel 1999.
Ha esposto in Italia, nei Paesi dell'Est, Francia (Centre Pompidou, Parigi), Gran Bretagna, America, Brasile, Svizzera, Canada. Il suo impegno sociale e la sua passione per gli ideali di libertà e giustizia sono descritti nella monografia delle edizioni Motta: Passione, giustizia e libertà (lo stesso titolo di una sua mostra recente).
Nel 2008 appare in un cameo nel film di Wim Wenders Palermo Shooting.
La politica
Nel 1979 è cofondatrice del Centro di Documentazione "Giuseppe Impastato". Si è occupata anche di politica a cavallo tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90. È stata consigliere comunale con i Verdi, assessore comunale a Palermo con la giunta Orlando. Nel 1991 è eletta deputato, nell'XI Legislatura, all'Assemblea Regionale Siciliana con La Rete. In questa legislatura è vice presidente della Commissione Cultura. Nel 1996 non si ricandida.
Dal 2000 al 2003 dirige la rivista bimestrale realizzata da donne Mezzocielo, nata da una sua idea nel 1991.
Nonostante le sue radici profondamente siciliane, la Battaglia si era trasferita nel 2003 a Parigi, delusa per il cambiamento del clima sociale e per il senso di emarginazione da cui si sentiva circondata, ma nel 2005 è tornata nella sua Palermo.
mercoledì 2 settembre 2009
Letizia Battaglia
Oggi vi proponiamo il lavoro di Letizia Battaglia:
Biografia dell'autore:
Biografia dell'autore:
Letizia Battaglia (Palermo, 5 marzo 1935) è una fotoreporter e politica italiana.
Dopo un matrimonio fallito (s'era sposata giovanissima), con un diploma di interprete in tasca torma a Palermo e inizia ad appassionarsi di fotografia.
Inizia la sua carriera di fotoreporter nel 1972 lavorando per il giornale palermitano L'Ora e per l'agenzia "Informazione fotografica" frequentata da Josef Koudelka e Ferdinando Scianna, dove si formano i fotografi Luciano del Castillo, Filippo La Mantia, Ernesto Bazan nonchè la figlia Shobha. Nel 1974 si trova a documentare l'inizio degli anni di piombo della sua città, scattando foto dei delitti di mafia per comunicare alle coscienze la misura di quelle atrocità.[1]
Suoi sono gli scatti all'hotel Zagarella che ritraevano gli esattori mafiosi Salvo insieme ad Andreotti e che furono acquisiti agli atti per il processo.
Diviene una fotografa di fama internazionale[2].
Ma Letizia Battaglia non è solo "la fotografa della mafia". Le sue foto, spesso in un vivido e nitido bianco e nero, si prefiggono di raccontare soprattutto Palermo nella sua miseria e nel suo splendore, i suoi morti di mafia ma anche le sue tradizioni, gli sguardi di bambini e donne (la Battaglia predilige i soggetti femminili), i quartieri, le strade, le feste e i lutti, la vita quotidiana e i volti del potere di una città contraddittoria.
Letizia Battaglia è stata la prima donna europea a ricevere nel 1985, ex aequo con l'americana Donna Ferrato, il Premio Eugene Smith, a New York, riconoscimento internazionale istituito per ricordare il fotografo di Life. Un altro premio, il Mother Johnson Achievement for Life, le è stato tributato nel 1999.
Ha esposto in Italia, nei Paesi dell'Est, Francia (Centre Pompidou, Parigi), Gran Bretagna, America, Brasile, Svizzera, Canada. Il suo impegno sociale e la sua passione per gli ideali di libertà e giustizia sono descritti nella monografia delle edizioni Motta: Passione, giustizia e libertà (lo stesso titolo di una sua mostra recente).
Nel 2008 appare in un cameo nel film di Wim Wenders Palermo Shooting.
La politica
Nel 1979 è cofondatrice del Centro di Documentazione "Giuseppe Impastato". Si è occupata anche di politica a cavallo tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90. È stata consigliere comunale con i Verdi, assessore comunale a Palermo con la giunta Orlando. Nel 1991 è eletta deputato, nell'XI Legislatura, all'Assemblea Regionale Siciliana con La Rete. In questa legislatura è vice presidente della Commissione Cultura. Nel 1996 non si ricandida.
Dal 2000 al 2003 dirige la rivista bimestrale realizzata da donne Mezzocielo, nata da una sua idea nel 1991.
Nonostante le sue radici profondamente siciliane, la Battaglia si era trasferita nel 2003 a Parigi, delusa per il cambiamento del clima sociale e per il senso di emarginazione da cui si sentiva circondata, ma nel 2005 è tornata nella sua Palermo.
Nel 2006, in occasione del Festival Sguardi altrove, Milano, è stato proiettato il film-documentario per la Tv svizzera di Daniela Zanzotto Battaglia, a lei dedicato.
Dopo un matrimonio fallito (s'era sposata giovanissima), con un diploma di interprete in tasca torma a Palermo e inizia ad appassionarsi di fotografia.
Inizia la sua carriera di fotoreporter nel 1972 lavorando per il giornale palermitano L'Ora e per l'agenzia "Informazione fotografica" frequentata da Josef Koudelka e Ferdinando Scianna, dove si formano i fotografi Luciano del Castillo, Filippo La Mantia, Ernesto Bazan nonchè la figlia Shobha. Nel 1974 si trova a documentare l'inizio degli anni di piombo della sua città, scattando foto dei delitti di mafia per comunicare alle coscienze la misura di quelle atrocità.[1]
Suoi sono gli scatti all'hotel Zagarella che ritraevano gli esattori mafiosi Salvo insieme ad Andreotti e che furono acquisiti agli atti per il processo.
Diviene una fotografa di fama internazionale[2].
Ma Letizia Battaglia non è solo "la fotografa della mafia". Le sue foto, spesso in un vivido e nitido bianco e nero, si prefiggono di raccontare soprattutto Palermo nella sua miseria e nel suo splendore, i suoi morti di mafia ma anche le sue tradizioni, gli sguardi di bambini e donne (la Battaglia predilige i soggetti femminili), i quartieri, le strade, le feste e i lutti, la vita quotidiana e i volti del potere di una città contraddittoria.
Letizia Battaglia è stata la prima donna europea a ricevere nel 1985, ex aequo con l'americana Donna Ferrato, il Premio Eugene Smith, a New York, riconoscimento internazionale istituito per ricordare il fotografo di Life. Un altro premio, il Mother Johnson Achievement for Life, le è stato tributato nel 1999.
Ha esposto in Italia, nei Paesi dell'Est, Francia (Centre Pompidou, Parigi), Gran Bretagna, America, Brasile, Svizzera, Canada. Il suo impegno sociale e la sua passione per gli ideali di libertà e giustizia sono descritti nella monografia delle edizioni Motta: Passione, giustizia e libertà (lo stesso titolo di una sua mostra recente).
Nel 2008 appare in un cameo nel film di Wim Wenders Palermo Shooting.
La politica
Nel 1979 è cofondatrice del Centro di Documentazione "Giuseppe Impastato". Si è occupata anche di politica a cavallo tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90. È stata consigliere comunale con i Verdi, assessore comunale a Palermo con la giunta Orlando. Nel 1991 è eletta deputato, nell'XI Legislatura, all'Assemblea Regionale Siciliana con La Rete. In questa legislatura è vice presidente della Commissione Cultura. Nel 1996 non si ricandida.
Dal 2000 al 2003 dirige la rivista bimestrale realizzata da donne Mezzocielo, nata da una sua idea nel 1991.
Nonostante le sue radici profondamente siciliane, la Battaglia si era trasferita nel 2003 a Parigi, delusa per il cambiamento del clima sociale e per il senso di emarginazione da cui si sentiva circondata, ma nel 2005 è tornata nella sua Palermo.
Nel 2006, in occasione del Festival Sguardi altrove, Milano, è stato proiettato il film-documentario per la Tv svizzera di Daniela Zanzotto Battaglia, a lei dedicato.
mercoledì 29 luglio 2009
REPORTRAIT - Gianni Berengo Gardin a Orta San Giulio - fino al 18/10/09 -
Recente vincitore del prestigioso Lucie Award alla carriera (una sorta di Oscar della fotografia), Gianni Berengo Gardin presenta una serie di cento scatti a Palazzo Penotti Ubertini, ad Orta San Giulio in provincia di Novara. Le immagini, molte delle quali inedite, sono ritratti di alcune delle personalità più importanti della cultura del Novecento. Da Umberto Eco a Dario Fo, da Cesare Zavattini a Pier Paolo Pasolini, da Andy Warhol a Renzo Piano. Le foto, realizzate in oltre cinquant'anni di lavoro e raccolte nel duecentodecimo libro della sua lunga carriera, rappresentano una novità. Per la prima volta, infatti, troviamo al centro della mostra una galleria di personaggi celebri invece dei volti di persone comuni che, di solito, il grande fotografo ama proporre. Un lungo progetto, nato quasi per caso nel 2005 che, oggi, si concretizza dopo un'attenta selezione delle tante immagini in archivio.
Un'occasione per ammirare cinquant'anni di storia filtrati dall'obiettivo dell'artista che Italo Zannier nella sua ‘Storia della fotografia italiana' ha definito come "il fotografo più ragguardevole del dopoguerra".
Maggiori informazioni su www.dimoradellearti.com
Biografia dell'autore
Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 10 ottobre 1930) è un fotografo italiano. È tra i più noti fotografi italiani.
Ha lavorato in Italia e all'estero trascorrendo lunghi periodi a Roma, Parigi e in Svizzera.
Ha iniziato dal 1954 ad occuparsi di fotografia. Inizia la sua carriera di fotoreporter, nel 1965 quando lavora per Il Mondo di Mario Pannunzio. Negli anni a venire collabora con le maggiori testate nazionali e internazionali come Domus, Epoca, Le Figaro, L'Espresso, Time, Stern.
Il suo modo caratteristico di fotografare, il suo occhio attento al mondo e alle diverse realtà, dall'architettura al paesaggio, alla vita quotidiana, gli hanno decretato il successo internazionale e lo rendono un fotografo molto richiesto anche nel mercato della comunicazione d'immagine.
Molte delle più incisive fotografie pubblicitarie utilizzate negli ultimi cinquant'anni provengono dal suo archivio. Procter & Gamble e Olivetti più volte hanno usato le sue foto per promuovere la loro immagine. La sua amicizia con l'architetto Carlo Scarpa gli ha permesso di documentare alcune opere di quest'ultimo, come la tomba Brion vicino Treviso.
Berengo Gardin ha esposto le sue foto in centinaia di mostre che hanno celebrato il suo lavoro e la sua creatività in diverse parti del mondo: il Museum of Modern Art di New York, la George Eastman House di Rochester, la Biblioteca Nazionale di Parigi, gli Incontri Internazionali di Arles, il Mois de la Photo di Parigi, le gallerie FNAC.
Nel 1991 una sua importante retrospettiva è stata ospitata dal Museo dell'Elysée a Losanna e nel 1994 le sue foto sono state incluse nella mostra dedicata all'Arte Italiana al Guggenheim Museum di New York. Ad Arles, durante gli Incontri Internazionali di Fotografia, ha ricevuto l'Oskar Barnack - Camera Group Award.
Gianni Berengo Gardin ha pubblicato 210 libri fotografici. Tra gli altri, Venise des Saisons, Morire di classe (con Carla Cerati) , L'occhio come mestiere, Toscana, Francia, Gran Bretagna, Roma, Dentro le case, Dentro il lavoro, Scanno, Il Mondo, Un paese vent'anni dopo (con Cesare Zavattini), In treno attraverso l'Italia (con Ferdinando Scianna e Roberto Koch), fino al grande libro antologico dal titolo Gianni Berengo Gardin Fotografo (1990), Reportage in Sardegna 1968/2006 (Imago edizioni 2006).
Qualche anno fa ha dedicato il suo lavoro alle comunità di zingari in Italia e il libro Disperata Allegria - vivere da Zingari a Firenze ha vinto nel 1994 l'Oscar Barnack Award. Il suo ultimo libro è Italiani (Federico Motta Editore, 1999).
Le sue ultime mostre sono state a New York (1999 - Leica Gallery) e in Germania (2000). Nel 2005 la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche gli ha dedicato una monografia della collana "Grandi Autori". Nel novembre 2007, sempre la FIAF, ha editato la monografia "L'Abruzzo dei fotografi", che ospita (anche in copertina) dieci sue immagini dell'Aquila ed un'intervista.
Nel dicembre 2007, in occasione del Lucca Digital Photo Festival, ha esposto a Lucca il suo ultimo lavoro "Aiutiamo la Casa del Sole".
Gianni Berengo Gardin vive ora a Milano ed è membro dell'importante agenzia fotografica Contrasto dal 1990 ed è inoltre membro del circolo "La gondola" di Venezia.
Il 18 ottobre 2008 gli è stato assegnato il premio Lucie Award alla carriera, quale massimo riconoscimento per i suoi meriti fotografici, mentre una personale in suo onore è stata allestita nell'autunno dello stesso anno a Palazzo Pichi Sforza di Sansepolcro (AR). Di notevole spessore i suoi scatti nello studio bolognese di Via Fondazza del pittore ed incisore Giorgio Morandi, ripubblicati in una raccolta uscita nel Gennaio 2009 a cura della casa editrice Charta. A Maggio 2009 all’Università Statale di Milano gli è stata conferita la Laurea honoris causa in Storia e Critica dell’Arte. Sempre nel 2009 pubblica con Allemandi & C. "Reportrait. Incursioni di un reporter nel mondo della cultura" (con Flavio Arensi), in cui presenta oltre duecento ritratti inediti di artisti, intellettuali, scrittori, architetti. Per la prima volta, dunque, non la gente comune ma i personaggi, da Warhol a Zavattini, da Pasolini a Piano incontrati nella sua lunga carriera di reporter.Nel Maggio 2009 la Mostra omonima è ospitata ad Orta S.Giulio (No),sul Lago d'Orta. Sempre Allemandi pubblica un libro dedicato dal fotografo al lavoro di Mimmo Paladino.
Un'occasione per ammirare cinquant'anni di storia filtrati dall'obiettivo dell'artista che Italo Zannier nella sua ‘Storia della fotografia italiana' ha definito come "il fotografo più ragguardevole del dopoguerra".
Maggiori informazioni su www.dimoradellearti.com
Biografia dell'autore
Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 10 ottobre 1930) è un fotografo italiano. È tra i più noti fotografi italiani.
Ha lavorato in Italia e all'estero trascorrendo lunghi periodi a Roma, Parigi e in Svizzera.
Ha iniziato dal 1954 ad occuparsi di fotografia. Inizia la sua carriera di fotoreporter, nel 1965 quando lavora per Il Mondo di Mario Pannunzio. Negli anni a venire collabora con le maggiori testate nazionali e internazionali come Domus, Epoca, Le Figaro, L'Espresso, Time, Stern.
Il suo modo caratteristico di fotografare, il suo occhio attento al mondo e alle diverse realtà, dall'architettura al paesaggio, alla vita quotidiana, gli hanno decretato il successo internazionale e lo rendono un fotografo molto richiesto anche nel mercato della comunicazione d'immagine.
Molte delle più incisive fotografie pubblicitarie utilizzate negli ultimi cinquant'anni provengono dal suo archivio. Procter & Gamble e Olivetti più volte hanno usato le sue foto per promuovere la loro immagine. La sua amicizia con l'architetto Carlo Scarpa gli ha permesso di documentare alcune opere di quest'ultimo, come la tomba Brion vicino Treviso.
Berengo Gardin ha esposto le sue foto in centinaia di mostre che hanno celebrato il suo lavoro e la sua creatività in diverse parti del mondo: il Museum of Modern Art di New York, la George Eastman House di Rochester, la Biblioteca Nazionale di Parigi, gli Incontri Internazionali di Arles, il Mois de la Photo di Parigi, le gallerie FNAC.
Nel 1991 una sua importante retrospettiva è stata ospitata dal Museo dell'Elysée a Losanna e nel 1994 le sue foto sono state incluse nella mostra dedicata all'Arte Italiana al Guggenheim Museum di New York. Ad Arles, durante gli Incontri Internazionali di Fotografia, ha ricevuto l'Oskar Barnack - Camera Group Award.
Gianni Berengo Gardin ha pubblicato 210 libri fotografici. Tra gli altri, Venise des Saisons, Morire di classe (con Carla Cerati) , L'occhio come mestiere, Toscana, Francia, Gran Bretagna, Roma, Dentro le case, Dentro il lavoro, Scanno, Il Mondo, Un paese vent'anni dopo (con Cesare Zavattini), In treno attraverso l'Italia (con Ferdinando Scianna e Roberto Koch), fino al grande libro antologico dal titolo Gianni Berengo Gardin Fotografo (1990), Reportage in Sardegna 1968/2006 (Imago edizioni 2006).
Qualche anno fa ha dedicato il suo lavoro alle comunità di zingari in Italia e il libro Disperata Allegria - vivere da Zingari a Firenze ha vinto nel 1994 l'Oscar Barnack Award. Il suo ultimo libro è Italiani (Federico Motta Editore, 1999).
Le sue ultime mostre sono state a New York (1999 - Leica Gallery) e in Germania (2000). Nel 2005 la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche gli ha dedicato una monografia della collana "Grandi Autori". Nel novembre 2007, sempre la FIAF, ha editato la monografia "L'Abruzzo dei fotografi", che ospita (anche in copertina) dieci sue immagini dell'Aquila ed un'intervista.
Nel dicembre 2007, in occasione del Lucca Digital Photo Festival, ha esposto a Lucca il suo ultimo lavoro "Aiutiamo la Casa del Sole".
Gianni Berengo Gardin vive ora a Milano ed è membro dell'importante agenzia fotografica Contrasto dal 1990 ed è inoltre membro del circolo "La gondola" di Venezia.
Il 18 ottobre 2008 gli è stato assegnato il premio Lucie Award alla carriera, quale massimo riconoscimento per i suoi meriti fotografici, mentre una personale in suo onore è stata allestita nell'autunno dello stesso anno a Palazzo Pichi Sforza di Sansepolcro (AR). Di notevole spessore i suoi scatti nello studio bolognese di Via Fondazza del pittore ed incisore Giorgio Morandi, ripubblicati in una raccolta uscita nel Gennaio 2009 a cura della casa editrice Charta. A Maggio 2009 all’Università Statale di Milano gli è stata conferita la Laurea honoris causa in Storia e Critica dell’Arte. Sempre nel 2009 pubblica con Allemandi & C. "Reportrait. Incursioni di un reporter nel mondo della cultura" (con Flavio Arensi), in cui presenta oltre duecento ritratti inediti di artisti, intellettuali, scrittori, architetti. Per la prima volta, dunque, non la gente comune ma i personaggi, da Warhol a Zavattini, da Pasolini a Piano incontrati nella sua lunga carriera di reporter.Nel Maggio 2009 la Mostra omonima è ospitata ad Orta S.Giulio (No),sul Lago d'Orta. Sempre Allemandi pubblica un libro dedicato dal fotografo al lavoro di Mimmo Paladino.
giovedì 23 luglio 2009
Mostra Volti e luoghi dell'antimafia - Torino 23/07/09 di Marco Donatiello
Personale di Marco Donatiello - Mostra Volti e luoghi dell'antimafia - Torino 23/07/09 presso il cortile del Museo di scienze natuarli in Via Giolitti, 36 -
Volti e luoghi dell'antimafia
La mostra “Volti e luoghi dell'antimafia” è un percorso fotografico che parte nel 2005 quando il fotografo Marco Donatiello inizia a documentare, insieme all'associazione Libera, i personaggi e i luoghi simbolo della lotta alla mafia in Italia.
Biografia di Marco Donatiello
Marco Donatiello è un fotografo professionista di Torino, fondatore e titolare del DP Studio – Fotografie d'autore -
Da sempre impegnato nel sociale, effettua reportage e lavori fotografici in molteplici ambiti e situazioni.
Collabora da anni con numerose associazioni di volontariato, tra cui Acmos, Libera, Terra del Fuoco, andando a raccontare fotograficamente le loro attività.
Ha pubblicato per numerose riviste e quotidiani, tra cui: La Stampa, Repubblica, XL di Repubblica, La Gazzetta dello Sport, il Sole24Ore, L'Unità, Narcomafie, Platinum, Nuova Società.
Ha realizzato molte mostre, sia personali che collettive, tra cui: “Auschwitz-Birkenau” presso l'Ostello di Rivoli (To) in occasione della giornata della memoria 2008; “Ritratti dell'antimafia” presso il Campus della Democrazia in occasione della Biennale della Democrazia di Torino dal 22 al 26 aprile 2009, “Zingari d’Italia” dal 17 aprile al 18 maggio 2009 alla galleria XYZ di Treviso.
Per info: info@marcodonatiello.com
Il sito dell'autore
Volti e luoghi dell'antimafia
La mostra “Volti e luoghi dell'antimafia” è un percorso fotografico che parte nel 2005 quando il fotografo Marco Donatiello inizia a documentare, insieme all'associazione Libera, i personaggi e i luoghi simbolo della lotta alla mafia in Italia.
Biografia di Marco Donatiello
Marco Donatiello è un fotografo professionista di Torino, fondatore e titolare del DP Studio – Fotografie d'autore -
Da sempre impegnato nel sociale, effettua reportage e lavori fotografici in molteplici ambiti e situazioni.
Collabora da anni con numerose associazioni di volontariato, tra cui Acmos, Libera, Terra del Fuoco, andando a raccontare fotograficamente le loro attività.
Ha pubblicato per numerose riviste e quotidiani, tra cui: La Stampa, Repubblica, XL di Repubblica, La Gazzetta dello Sport, il Sole24Ore, L'Unità, Narcomafie, Platinum, Nuova Società.
Ha realizzato molte mostre, sia personali che collettive, tra cui: “Auschwitz-Birkenau” presso l'Ostello di Rivoli (To) in occasione della giornata della memoria 2008; “Ritratti dell'antimafia” presso il Campus della Democrazia in occasione della Biennale della Democrazia di Torino dal 22 al 26 aprile 2009, “Zingari d’Italia” dal 17 aprile al 18 maggio 2009 alla galleria XYZ di Treviso.
Per info: info@marcodonatiello.com
Il sito dell'autore
lunedì 15 giugno 2009
“NATIONAL GEOGRAPHIC CONCORSO INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA 2009”
Anche quest'anno il National Geographic ha indetto l'annuale Concorso Fotografico.
Anche quest'anno chi vincerà qui, in Italia, avrà la possibilità di partecipare al gran finale, alla "gara" mondiale che porterà i vincitori a Washington.
Qua il regolamento
Qua La scheda di partecipazione
Anche quest'anno chi vincerà qui, in Italia, avrà la possibilità di partecipare al gran finale, alla "gara" mondiale che porterà i vincitori a Washington.
Qua il regolamento
Qua La scheda di partecipazione
domenica 19 aprile 2009
"Volti e colori del Darfur" di Antonella Napoli
In occasione della «Giornata mondiale per il Darfur» grazie all'impegno di Italians for Darfur, è stato presentato a Roma il libro fotografico "Volti e colori del Darfur" di Antonella Napoli, Edizioni Gorée.
Un viaggio tra i rifugiati nei campi profughi del Darfur, le testimonianze dei sopravvissuti alle violenze dei janjaweed, milizie arabe sanguinarie che dal febbraio 2003 massacrano il popolo darfuriano, e delle principali vittime di questo conflitto: le donne.
Immagini esclusive e racconti di stupri e di bombardamenti che difficilmente si riesce a documentare, raccolte in un reportage realizzato ad Al Fasher, nel Nord della regione del Sudan che ospita la maggior parte dei campi profughi.
Un viaggio nelle aride realtà che ospitano gli insediamenti che accolgono le popolazioni sfollate, fuggite dai propri villaggi a causa delle conseguenze della crisi.
Un’opera tesa a denunciare la continua violazione dei diritti umani in Darfur e a sensibilizzare l’opinione pubblica sul conflitto in atto in questo angolo remoto della terra, troppo spesso dimenticato.
Con questo libro Gorée e Leggere i diritti Società Cooperativa Sociale ONLUS sosterranno "EMERGENCY - Life Support for Civilian War Victims" ONG/ONLUS (Organizzazione non Governativa/Organizzazione non lucrativa di utilità sociale) e la cifra raccolta sarà destinata alla realizzazione del Centro pediatrico del Campo Profughi di Mayo in Darfur.
Prezzo: € 16,00 - Illustrato - Pagine: 160 - Disponibile - Pubblicazione: 4/2009 - ISBN: 9788889605745 - Dimensioni: 17x24
Fonti:
repubblica.it
Edizioni Gorèe
Un viaggio tra i rifugiati nei campi profughi del Darfur, le testimonianze dei sopravvissuti alle violenze dei janjaweed, milizie arabe sanguinarie che dal febbraio 2003 massacrano il popolo darfuriano, e delle principali vittime di questo conflitto: le donne.
Immagini esclusive e racconti di stupri e di bombardamenti che difficilmente si riesce a documentare, raccolte in un reportage realizzato ad Al Fasher, nel Nord della regione del Sudan che ospita la maggior parte dei campi profughi.
Un viaggio nelle aride realtà che ospitano gli insediamenti che accolgono le popolazioni sfollate, fuggite dai propri villaggi a causa delle conseguenze della crisi.
Un’opera tesa a denunciare la continua violazione dei diritti umani in Darfur e a sensibilizzare l’opinione pubblica sul conflitto in atto in questo angolo remoto della terra, troppo spesso dimenticato.
Con questo libro Gorée e Leggere i diritti Società Cooperativa Sociale ONLUS sosterranno "EMERGENCY - Life Support for Civilian War Victims" ONG/ONLUS (Organizzazione non Governativa/Organizzazione non lucrativa di utilità sociale) e la cifra raccolta sarà destinata alla realizzazione del Centro pediatrico del Campo Profughi di Mayo in Darfur.
Prezzo: € 16,00 - Illustrato - Pagine: 160 - Disponibile - Pubblicazione: 4/2009 - ISBN: 9788889605745 - Dimensioni: 17x24
Fonti:
repubblica.it
Edizioni Gorèe
venerdì 9 gennaio 2009
Diversi modi di vedere la street...
Il sito WNYC ha messo a confronto 7 modi diversi di vivere la fotografia street a New York, attraverso gli occhi e le lenti di sette diversi autori...
Joe Wigfall
David Horvitz
N. Corren Conway
Jake Dobkin
Jamel Shabazz
Sandra Roa
Bruce Gilden
Joe Wigfall
David Horvitz
N. Corren Conway
Jake Dobkin
Jamel Shabazz
Sandra Roa
Bruce Gilden
mercoledì 17 dicembre 2008
Nomads di Marco Donatiello
Pubblichiamo un lavoro su un gruppo di Rom di Torino eseguito da Marco Donatiello.
Un interessantissimo lavoro per comprendere, capire e cercare l'integrazione con questo popolo.
Un interessantissimo lavoro per comprendere, capire e cercare l'integrazione con questo popolo.
giovedì 11 dicembre 2008
"Berlín Kreuzberg SO36"
Il fotografo tedesco Peter Frischmuth sta girtando il mondo con la mostra "Berlín Kreuzberg SO36", nella quale ripercorre la trasformazione, tra il 1961 e il 1989, di uno dei quartieri più multietnici di Berlino, il Kreuzberg. Questo quartiere della Berlino Ovest è stato il centro del movimento alternativo e dopo la caduta del Muro, è diventato il centro della nuova Berlino e il quartiere il più alternativo della capitale.
Le date:
2009 Gennaio/ Febbraio Toronto/Kanada*
2009 Marzo Montreal/Kanada
2009 Aprile/ Maggio Washington D.C./USA
2009 Giugno San Francisco/USA
2009 Settembre/ Ottobre Los Angeles/USA
2009 Novembre/ Dicembre Atlanta/USA
2010 Gennaio/ Febbraio Miami/USA*
*in programmazione
Inoltre su Amazon.de è disponibile il catalogo della mostra.
Le date:
2009 Gennaio/ Febbraio Toronto/Kanada*
2009 Marzo Montreal/Kanada
2009 Aprile/ Maggio Washington D.C./USA
2009 Giugno San Francisco/USA
2009 Settembre/ Ottobre Los Angeles/USA
2009 Novembre/ Dicembre Atlanta/USA
2010 Gennaio/ Febbraio Miami/USA*
*in programmazione
Inoltre su Amazon.de è disponibile il catalogo della mostra.
Fonte:
Repubblica.it
Peter Frischmuth
Amazon
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