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martedì 22 marzo 2011

Masters of Wedding Photography

venerdì 11 marzo 2011

Mostra di Helmut Newton al Kunstverein Apolda Avant-Garde fino al 27 marzo 2011

Una retrospettiva dedicata al grande maestro del nudo fotografico che raccoglie 75 stampe in grande formato che coprono un arco temporale che va dal 1973 al 2002.



La biografia dell'auotre:

Helmut Newton, pseudonimo di Helmut Neustädter nasce a Berlino nel 1920, figlio di genitori entrambi ebrei, cresciuto nella buona borghesia Berlinese degli anni '20-'30. Frequenta il Werner von Trotschke Gymnasium e la Scuola Americana a Berlino. Interessato alla fotografia fin da piccolo, lavora con la fotografa tedesca Else Simon, conosciuta come Yva. A seguito delle leggi razziali lascia la Germania nel 1938 imbarcandosi a Trieste sul piroscafo "Il Conte Rosso" rifugiandosi a Singapore e lavorando come fotografo per il Straits Times. Prende servizio nell'esercito australiano durante la Seconda guerra mondiale, dal 1940 al 1945.

Il 13 maggio 1948 sposa l'attrice australiana June Browne nota come fotografa con lo pseudonimo di Alice Springs. Dopo la guerra lavora come fotografo freelance producendo scatti di moda e lavorando con riviste come Playboy. Dalla fine degli anni cinquanta in poi si concentra sulla fotografia di moda.

Si stabilisce a Parigi nel 1961 e intraprende una carriera come fotografo di moda professionista. I suoi scatti appaiono su varie riviste tra cui i magazine di moda Vogue, L'Uomo Vogue, Harper's Bazaar, Elle , GQ, Vanity Fair, Max e Marie Claire. Il suo particolare stile è caratterizzato dall'erotismo patinato, a volte con tratti sado-masochistici e feticistici. Un attacco di cuore nel 1970 rallenta la sua produzione ma aumenta la sua fama, in particolare con la serie "Big Nudes" del 1980 che segna la vetta del suo stile erotico-urbano, sostenuto con un'eccellente tecnica fotografica. Crea inoltre molti ritratti e altri studi fotografici e incomincia a lavorare per Chanel, Gianni Versace, Blumarine, Yves Saint Laurent, Borbonese e Dolce & Gabbana. Nel 1984 insieme a Peter Max realizza il video dei Missing Persons Surrender your Heart.

Nell'ottobre 2003 dona una collezione di foto alla fondazione Preußischer Kulturbesitz a Berlino. È attualmente esposta al Museo della Fotografia (Museum für Fotografie) vicino alla Bahnhof Zoologischer Garten, la stazione ferroviaria dello zoo di Berlino.

In seguito vive a Monte Carlo e Los Angeles. Muore in un incidente stradale a Hollywood quando la sua macchina si schianta su un muro del famoso Chateau Marmont, l'hotel sul Sunset Boulevard che era stata per anni la sua residenza quando abitava nella California del Sud. Le sue spoglie sono state poste a Berlino nel cimitero ebraico di Friedenau, la sua tomba è collocata a qualche metro da quella di Marlene Dietrich.

lunedì 28 febbraio 2011

Photojournalist, Kael Alford

sabato 12 febbraio 2011

Intervista a Gabriele Basilico

Un'intervista a Gabriele Basilico

Prima parte



Seconda parte



Terza parte



Biografia dell'autore:

Gabriele Basilico nasce a Milano nel 1944 ed è uno dei più noti fotografi documentaristi europei. Fotografa esclusivamente in bianco/nero e suoi campi d'azione privilegiati sono il paesaggio industriale e le aree urbane. I suoi studi di architettura lo avvicinano all'ambiente dell'editoria di settore per cui realizza, su commissione, un ampia serie di lavori. Ha al suo attivo ricerche sulle aree urbane, sul territorio, sull'architettura commissionate da privati ed enti pubblici. Nel 1984 il 1985 è stato invitato dal governo francese a far parte del gruppo di noti fotografi impegnati nella Mission Photographique de la DATAR a documentare le trasformazione del paesaggio transalpino. Ma il suo primo impegnativo lavoro risale al 1982 quando realizza un ampio reportage sulle aree industriali milanesi intitolato: Ritratti di fabbriche (Sugarco). A proposito di questo lavoro, Basilico ha dichiarato in seguito: "Ho sempre pensato che i miei "ritratti di fabbriche" nascessero dal bisogno di trovare un equilibrio tra un mandato sociale - che nessuno mi aveva dato, ma che era la conseguenza dell'ammirazione che io provavo per il lavoro dei grandi fotografi del passato - e la voglia di sperimentare un linguaggio nuovo, in grande libertà e senza condizionamenti ideologici". Questo primo lavoro gli dà una notorietà immediata e nel giro di due anni si trova ad essere invitato insieme al gotha della fotografia internazionale alla Mission de la DATAR. Lavora a più riprese a questo progetto tra il 1984 il 1985 e il suo contributo a la Mission è esposto nella grande collettiva a Parigi nel Palais de Tokyo (1985). Seguono anni di intenso lavoro in cui si alternano commissioni pubbliche e ricerche sul territorio che sono state raccolte in libri "culto" come: Italia &France (Jaca Book), Bord de Mer (AR/GE Kunst), Porti di Mare (Art&), Paesaggi di Viaggi (AGF), Scambi (Peliti), L' esperienza dei luoghi (Art&) fino all'esperienza "sconvolgente" della serie realizzata nella martoriata Beirut (Basilico Beyrouth 1994). Nel completo e puntuale saggio introduttivo a "L'esperienza dei luoghi", Roberta Valtorta citando Perec (Lo spazio è un dubbio: devo continuamente individuarlo, designarlo. Non è mai mio, mai mi viene dato, devo conquistarlo). In questo saggio la Valtorta propone un parallelo tra la fotografia del paesaggio in Europa e negli Stati Uniti sottolineando che è proprio la "qualità" specifica dei territori ritratti dai fotografi a stelle e strisce a creare la differenza. Come spesso si è detto il fotografo USA sperimenta spesso un senso di solitudine davanti a soggetti vasti e spesso "vuoti" che non è solito sperimentare il fotografo europeo. Ma la stessa Valtorta fa un'affermazione poco più in là su cui è il caso di riflettere: "La fotografia di Basilico, insistente nel tempo e nel metodo quanto è necessario per diventare compiuta esperienza, percorre questo corpo (il corpo dello sviluppo industriale, dotato di vita e capace di di suscitare affetti in chi lo guarda) considerandone le parti o l'insieme sempre nel tentativo non tanto di osservarlo, ma di capirlo, talvolta perdonandone i limiti, i difetti, diremmo". Milano è la città di cui, più delle altre, Basilico ha realizzato un "ritratto collettivo" è stato il laboratorio in cui si è andato strutturando un metodo progettuale che in seguito è tornato ad usare "nelle altre città". Sfogliando i suoi lavori si incontrano immagini che la Valtorta definisce "metafisiche", in cui regna una sensazione di tempo sospeso alternate a visioni più "disinvolte" in cui irrompono quei "fili" la cui presenza è stata sempre mal tollerata dai foto-puristi. Mentre Ghirri usa l'arma dell'ironia, Basilico "tenta romanticamente l'impresa di rappresentare il mondo, abbraccia il mondo della fotografia". Basilico, nelle sue vedute, recupera una "lentezza dello sguardo" che gli permette di cogliere i minimi particolari, propone una "contemplazione" che, attraverso la sua perizia tecnica, ci permette di collocarci al limite superiore della capacità percettiva del reale ("più di questo non si può vedere!) Alla sua ricerca dei momenti di difficoltà del territorio, nella prospettiva, in via di affermazione, del concetto di non luogo, in un momento di rapida transizione ad equilibri globali diversi, si colloca Beirut in cui il sentimento dominante è la "malinconia" Una percezione del "globale" che è anche alla base di uno dei più recenti libri fotografici di Basilico intitolato "Nelle altre città" (1997) in cui l'autore afferma che: "Riflettendo a posteriori su tutti i miei viaggi, su questi passaggi urbani, questo andar per luoghi, mi sembra che una condizione costante sia stata l'attesa di ritrovare corrispondenze ed analogie. La disposizione affettiva che guidava, oggi lo so bene, i miei spostamenti e la mia curiosità, mi portava e mi porta a eliminare le barriere geografiche: questo non significa che tutte le città debbano forzatamente assomigliarsi, ma significa che in tutte le città ci sono presenze, più o meno visibili, che si manifestano per chi le vuole vedere, presenze famigliari che consentono di affrontare lo smarrimento di fronte al nuovo". Nel concludere queste brevi note mi sembra opportuno segnalare all'interno del libro della Electa "Architetture d'acqua per la bonifica e l'irrigazione" un godibilissimo "diario" realizzato durante i sopralluoghi e le "location" del lavoro su commissione della OsservaTer Ne viene fuori un'immagine dell'uomo Basilico per molti versi inattesa e, per quanto mi riguarda corroborante le mie positive sensazioni registrate durante un incontro pubblico nel Circolo "la Gondola" a Venezia. La Baldini&Castoldi ha dato alle stampe in questi giorni un libro che contiene il risultato di un esplorazione urbana durata quasi tre mesi che ha avuto come soggetto la città di Berlino. Le architetture della Berlino ricostruita dalle migliori firme dell'architettura internazionale, si può leggere in questo nuovo libro di Gabriele Basilico un "insolito" album di dimensioni ridotte(24x16 cm.). E' l'autore stesso a precisare il senso di questo come di tante altre sue esplorazioni dell'ambiente urbano: "la città è il teatro dove si svolge il ritmo dell'identità urbana".

Fonte: fotologie.it

venerdì 14 gennaio 2011

Incontri sulla fotografia d'autore Venerdì 21 gennaio 2011 Mimmo Jodice

L'associazione prospettivaotto organizza degli incontri sulla fotografia d'autore
Venerdì 21 gennaio 2011 Mimmo Jodice

"Vorrei citare Fernando Pessoa: ma cosa stavo pensando prima di perdermi a guardare? Questa frase sembra scritta per me e descrive bene il mio atteggiamento ricorrente: perdermi a guardare, immaginare,inseguire visioni fuori dalla realtà" (Mimmo Jodice)

Vi comunichiamo che il primo appuntamento 2011 della serie “Incontri sulla fotografia d’Autore” è fissato per venerdì 21 gennaio 2011 alle h.18,30. Oggetto dell’incontro sarà la fotografia di Mimmo Jodice, con la proiezione di un video e successiva discussione che si aprirà con la sua affermazione: “la fotografia è lo spazio che può contenere e trasmettere emozioni e narrazioni, sia pure in una sola immagine, con l'intento di coinvolgere e far riflettere”.

Mimmo Jodice è uno dei più significativi autori della cultura fotografica contemporanea, un sofisticato poeta delle architetture urbane descritte in immagini senza tempo. Napoli (la sua città), il mare, i resti archeologici, gli antichi volti di pietra sono i soggetti che ispirano le sue immagini.

Costi: a titolo gratuito per gli iscritti alla Associazione Prospettiva 8
(per chi volesse iscriversi: http://www.prospettivaotto.it/associazione/iscrizione.asp )

Numero massimo di partecipanti: 10

IMPORTANTE:
per poter partecipare sarà necessario inviare apposita e-mail a info@prospettivaotto.it
Verranno accettate le iscrizioni in ordine di arrivo. Agli iscritti verrà inviata mail di conferma con le indicazioni del ritrovo.

domenica 19 dicembre 2010

MODEL4YOU

MODEL4YOU nasce quasi per gioco all'inizio di Novembre del 2010 da un'idea di Daniele Florio e Saverio Conte già presenti sulla scena del web italiano con pix-yu.com una piattaforma di repository di foto vincitore tra l'altro della categoria Social Network al Premio Web Italia 2009. MODEL4YOU è una piattaforma atta a creare una rete di interconnessione che renda ancora più semplice il contatto tra tutti i vari attori del mondo della fotografia, della moda e della pubblicità e quindi parliamo di fotografi, modelle, agenzie, make-up artists, hair stylists e stilisti di moda. L'intento è quello di promuovere le attività di ognuno di questi soggetti e fare in modo che ognuno di loro sia visibile all'altro. In ogni profilo infatti, ( sia questo di un'agenzia, di un fotografo, di una modella o altro ) è possibile inserire un commento di feedback che identifica in percentuale ( da 0 a 100 ) la professionalità del soggetto. Il sito da inoltre la possibilità di caricare un numero illimitato di foto e rendere perciò visibili agli utenti del sito la propria galleria anche attraverso la semplicissima e funzionale slideshow. Ogni giorno vengono automaticamente selezionate dal sistema dieci foto ed inserite nella sezione EXPLORE; la selezione avviene in base ad un calcolo matematico che ovviamente somma le visualizzazioni, i commenti e quanti utenti hanno messo tra le preferite quella determinata foto. Vi è inoltre una parte dedicata agli annunci di chi cerca o di chi offre lavoro ovviamente sempre nel campo della fotografia. Il progetto sta avendo i primi risultati dopo soli 3 giorni in termini di visualizzazione, avendo sfiorato le 5000 page views.

www.model4you.it

giovedì 16 dicembre 2010

Fotografi di matrimonio

Finalmente nel panorama italiano un sito dedicato a tutti i fotografi matrimonialisti che vogliono farsi pubblicità via internet: Fotografi di matrimonio.com

Il portale si suddivide in due parti distinte, una dedicata a notizie, news e approfodimenti per le coppie che cercano informazioni su i fotografi di matrimonio, sulle nuove tendenze della fotografia matrimonialista italiana e straniera, e una seconda parte dediacata a directory di siti di studi fotografici e di fotografi di matrimonio suddivisi per regione e provincia.

Fotografi di matrimonio.com

sabato 6 novembre 2010

INTERVISTA AI FOTOGRAFI DEL DP STUDIO - FOTOGRAFIE D'AUTORE - TORINO

INTERVISTA AI FOTOGRAFI DEL DP STUDIO - FOTOGRAFIE D'AUTORE - TORINO



Marco Donatiello e Claudia Panarello sono i fotografi del DP Studio - Fotografie d'autore - di Torino. Il loro è uno studio fotografico specializzato in reportage di matrimonio, reportage sociale e ritattistica.

A settmbre 2010 una loro fotografia è stata pubblicata nel numero speciale sul matrimonio di FOTONOTIZIARIO, la rivista ufficiale della TAU VISUAL, l'associazione nazionale fotografi professionisti.

Li abbiamo contattati e abbiamo rivolto loro qualche domanda sul loro di vedere la fotografia di matrimonio e la fotografia in generale.

Che origini ha la vostra passione per la fotografia?

La passione nasce dal desiderio di raccontare delle storie con le fotografie, che fermano l'attimo e sono in grado di suscitare emozioni. Una necessità artistica ed espressiva, quindi, oltre che un background culturale impregnato di ritratti in bianco e nero e camera oscura.

Quali sono gli scatti che amate di più fare?

Reportage, ritratto, panorami, still life: il fotografo di matrimonio deve, in qualche modo, essere un esperto di tutti questi generi fotografici per poter raccontare in modo completo la giornata delle nozze. Ogni attimo, infatti, ha una sua peculiarità e il fotografo deve essere pronto ad utilizzare tutto il suo sapere per valorizzare la scena, indipendentemente dal fatto che sia un particolare, una foto panoramica o un'azione dinamica.

Qual è il vostro punto di forza?

Sono almeno tre i punti di forza del DP Studio: il primo è lo stile prettamente di reportage; questo permette di non lavorare troppo con pose, che possono risultare noiose e stressanti per gli sposi. Inoltre, le foto di reportage sono le più adatte a cogliere gli attimi più significativi della giornata perché riescono a congelare l'azione e le emozioni che essa fa vivere alle persone.

Il secondo punto di forza è che i servizi matrimoniali vengono fatti esclusivamente dai due fotografi titolari dello studio, così come la composizione dell'album e tutti gli step relativi al servizio.

Il terzo punto per noi estremamente importante è l'attenzione verso i nostri clienti: ci piace creare fin dal primo incontro una relazione particolare con i nostri futuri sposi; ci piace coccolarli con attenzioni e consigli, ascoltare le loro richieste e soddisfare le loro curiosità; ci piace che siano a loro agio, che abbiano tutto il tempo e tutti gli strumenti per decidere che tipo di servizio scegliere. Per questo, li accogliamo nel salottino del nostro studio e cerchiamo di metterli subito a loro agio mostrando in che modo lavoriamo e fornendo loro un dettagliato preventivo scritto.

Cosa vi dà maggiore soddisfazione in un servizio matrimoniale?

Le lacrime di emozione delle nostre spose e gli occhi lucidi dei nostri sposi quando sfogliano per la prima volta il loro album. Le mail delle mamme delle spose che ci ringraziano per la nostra professionalità. Gli sms dei nostri sposi il giorno dopo il matrimonio che ci riempiono di complimenti. Quale soddisfazione più grande?

E nel vostro lavoro in genere?

E' il sentirsi artisti, il poter utilizzare liberamente la propria creatività, l'avere la possibilità di utilizzare uno strumento comunicativo come la fotografia per creare ricordi ed emozioni.

Visita il sito di DP Studio
























venerdì 5 novembre 2010

Fotografie di guerra: l'arte travolgente di James Nachtwey. Discorso durante il TED Prize.

James Nachtwey è un fotografo di guerra che nel 2007 ha ricevuto il TED Prize. Nel suo discorso ci mostra il lavoro di una vita, e chiede a TED di aiutarlo a continuare a raccontare le sue storie attraverso usi innovativi ed emozionanti del fotogiornalismo nell'era digitale.
(Sono possibili i sottotitoli in italiano)

mercoledì 13 ottobre 2010

“Creative Photo Mind” Workshop “Atmosfere d’autunno” Valle d’Aosta 22 – 23 – 24 ottobre 2010 –

“Creative Photo Mind” Workshop “Atmosfere d’autunno” Valle d’Aosta 22 – 23 – 24 ottobre 2010 –

Costo 150€

il 22 ottobre dalle ore 20,30 alle 22,30
il 23 tutto il giorno; il 24 fino alle ore 17,00
Il workshop è dedicato alla fotografia di reportage, al paesaggio e all’architettura.

I temi sviluppati nel workshop

Nel workshop si parlerà di creatività e di come svilupparla, di come affinare la mente per imparare a guardare con occhio diverso, con uno sguardo nuovo e profondo, la realtà che si fotografa. Si daranno indicazioni su come rendere il fotografare una disciplina piacevole e divertente con l’insegnamento di tecniche base per apprendere a visualizzare e a meditare.
Si darà importanza al valore sociale delle emozioni, soprattutto nella fotografia di reportage, imparando a relazionarci con le persone che fotografiamo e a trasmettere agli altri le emozioni che proviamo attraverso la fotografia.

Docente Andrea Alborno

Da quando, nel 1996, ha iniziato la sua attività, Andrea Alborno è sia fotografo che giornalista.
Professionalmente è interessato soprattutto ad esplorare temi culturali e sociali ma ha anche prodotto reportage turistici, di interni e di design. I suoi lavori sono stati pubblicati su diverse riviste italiane ed internazionali: Tuttoturismo, Meridiani, Panorama Travel, Gulliver, In Viaggio, Itinerari e Luoghi, Soprattutto, Condé Nast Traveller, Airone, Alp, Meridiani Montagne, D-la Repubblica delle Donne, Fitness Magazine, Vie del Gusto, Spazio Viaggi, Gente Viaggi, Elle, Anna, Figaro, Figaro Magazine, Geo, Alpes Magazine, Animan, Escape Magazine, Voyages et Voyages, Gael, National Geographic Traveller, Viajar, Grasduinen, Voyager, Res, Reizen, Man, Woman, ecc.
Una sua mostra sui ragazzi di strada di Odessa (Ukraina), dal titolo “Gioventù Negata”, sponsorizzata dall’EBRET e patrocinata dall’UNICEF, sta girando l’Italia. Nel 2009 ha pubblicato il libro “Un cuore fra le pietre” che descrive la vita dei monaci agostiniani che vivono a 2500 metri al colle del Gran San Bernardo tra Italia e Svizzera (Editori: Les Editions du Midi e Les Editions du Grand-Saint-Bernard). Nel settembre 2009 è stato premiato all’”Art of Photography Show” di San Diego in California, il più importante “award” di tutta la West Coast americana.
Andrea Alborno insegna fotografia in diversi seminari sia in Italia che all’estero avvalendosi anche della sua passata attività di insegnante di yoga e tecniche di meditazione.

Per info su tariffe hotel, inviateci una e-mail.
www.creativephotomind.com - www.albornophotos.com - www.albornophotographer.com
Info e iscrizioni: Tel +39-335-325477 - +39-0165-59936 - info@albornophotographer.com

giovedì 23 settembre 2010

«Umanità di Gianni Giansanti» dal 23 settembre al 14 novembre a Milano.

Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, in collaborazione con Immaginazione, Canon Italia e Contrasto, presenta Umanità la prima mostra fotografica dedicata al grande fotografo e giornalista Gianni Giansanti, curata da Chiara Mariani e Ada Masella.

Gianni Giansanti diventa famoso a soli 21 anni con il celebre scatto esclusivo del ritrovamento del corpo di Aldo Moro in Via Caetani a Roma nel 1978: la fotografia tristemente famosa, che fece subito il giro del mondo, gli valse una menzione d'onore al World Press Photo dello stesso anno.

A partire da quella data, Gianni Giansanti documenta con i suoi scatti trent'anni di storia nazionale e internazionale e dei suoi protagonisti, toccando tutti i temi della cronaca italiana, dalla strage di Bologna al disastro di Tesero. In particolare, racconta i 27 anni di pontificato di Papa Giovanni Paolo II, seguendolo nelle uscite pubbliche e nei suoi momenti privati, restituendo una vera e propria foto-biografia di uno dei personaggi più significativi e carismatici della storia contemporanea.

In occasione della mostra sarà presentato il volume Gianni Giansanti, edizioni Contrasto, la prima opera completa che percorre il lavoro di una vita del grande fotogiornalista.

Idea e progetto: Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e Immaginazione
A cura di: Chiara Mariani e Ada Masella
Partner tecnico: Canon Italia
In collaborazione con: Contrasto
Con il contributo di: Regione Lombardia - Cultura, Fondazione Cariplo, Brunswick, EmmePlus
Sotto l'Alto patronato di: Presidente della Repubblica, Pontificio Consiglio della Cultura
Con il patronato di: Regione Lombardia
Con il patrocinio di: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Provincia di Milano, Comune di Milano - Cultura

Fonte: http://www.museoscienza.org/