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venerdì 15 aprile 2011

Workin'photo - Workshop fotografici a Torino

Nato grazie all'unione delle idee di Edoardo Di Pisa e di Marco Donatiello, Workin'photo è un gruppo di professionisti che ha lo scopo di diffondere l'arte fotografica attraverso l'organizzazione di corsi e workshops per fotografi amatori e professionisti.

I loro workshop sono concepiti per poter consolidare sul campo le proprie nozioni fotografiche, integrandole con la guida e i concetti esposti da fotografi esperti.

I workshop sono rivolti a tutti e non necessitano di attrezzatura professionale, chi è meno preparato potrà contare sul nostro appoggio tecnico, mentre quelli più bravi sfrutteranno le situazioni approfittando del fatto di trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Confrontarsi inoltre con persone che condividono la stessa passione permette di valutare il proprio livello tecnico.

I loro workshop sono da concepire come un’utile palestra fotografica dove poter sfruttare a proprio beneficio la presenza di fotografi esperti e l’attrezzatura professionale messa a disposizione dei partecipanti.

Lo staff di workin'photo è composto da fotografi professionisti giovani e dinamici e da persone che lavorano per rendere possibili tutti i workshop in programma, in grado di lavorare in studio o all’aperto, con passione ed entusiasmo, fornendo un servizio completo, dall’idea del corso, alla sua realizzazione.

I fotografi di WORKIN’PHOTO sono tutti specializzati in vari settori della fotografia: foto di moda e glamour, still life, ritratti, reportage, fotografia naturalistica e fotografia subacquea, per garantire risultati sempre eccellenti all’altezza delle Vostre aspettative.

Grazie alla collaborazione con Canon, in molti workshop ci sarà la possibilità di provare per chi volesse, attrezzatura professionale, dalle lenti ai corpi macchina.

La biografia dei due fondatori:

Edoardo Di Pisa:

E' nato nel 1977 a Milano e vivo a Torino. E' sempre stato affascinato dalle immagini, e nel 1990 ha iniziato a fotografare con una reflex a pellicola Mamiya/sekor 1000 DTL di sua madre, dalla quale ha preso la passione per le arti figurative.
In principio fotografava solo per documentare quello che vedeva, ma con il passare degli anni ha iniziato a capire che la fotografia poteva dare di più.
Ha conseguito il diploma di specializzazione in fotografia all’Istituto Europeo del Design e con questo passo ha iniziato a dedicarsi anima e corpo alla fotografia.
Dal 2000, fotografa esclusivamente con reflex Canon, nel 2004 è passato al digitale e attualmente è fotografo professionista e membro del CPS (Canon Professional Service).
Per la post produzione utilizza i Macbook Pro e le sue foto vengono immagazzinate in Aperture. Elabora con cura ogni foto, a volte utilizzando anche tecniche abbastanza sofisticate con Photoshop.
Il lavoro di fotografo nel corso di questi anni lo ha portato a visitare paesi e culture diverse, tali esperienze gli hanno permesso di crescere professionalmente sotto diversi punti di vista.
Si è dedicato alla fotografia in studio, al reportage di viaggio alla fotografia naturalistica, soprattutto in Africa (continente che ama) e alla fotografia subacquea. Ha così deciso di mettere a disposizione le sue conoscenze a tutti gli appassionati di fotografia attraverso dei workshop, ovvero momenti di incontro in cui consolidare le nozioni fotografiche direttamente sul campo, in luoghi di sicuro interesse e ricchi di stimoli visivi.

Marco Donatiello:

E' nato ad Oneglia, ma vive da anni a Torino. Ama la fotografia da sempre e sperimenta continuamente nuove soluzioni e stili. Predilige la ritrattistica e il reportage, in particolare quello sociale, attraverso il quale viene a contatto con persone e realtà diverse ed emozionanti. Dal 2007 ha trasformato la sua passione in attività professionale, aprendo uno studio fotografico nella sua città, il DP Studio - Fotografie d'autore -, per il quale ha scelto uno stile sobrio ed elegante, che fosse in grado di rispondere alle esigenze delle persone e delle aziende di cui si occupo e di trasmettere la professionalità che lo caratterizza.
E' un fotografo professionista membro del CPS (Canon Professional Service) e iscritto alla TAU VISUAL, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti.
Considera la fotografia una vera e propria forma di arte e convoglia molte delle sue energie nell’aiutare a diffondere nel nostro paese la cultura fotografia che ancora è carente. Tiene numerosi corsi di fotografia di base e avanzati, di fotoritocco, workshop, fa parte di circoli e gruppi fotografici, organizza mostre fotografiche ed ha sempre progetti fotografici a lungo termine sui quali lavora per anni.

Il SITO

il BLOG


Un video di backstage di un workshop organizzato da Workin'photo


giovedì 14 aprile 2011

My broken world, il sisma in Irpinia in mostra a Roma fino al 7 maggio 2011

A trent'anni di distanza dal terremoto in Irpinia, arriva a Roma una mostra che rievoca quei giorni. Le fotografe Michela Palermo e Francesca Cao hanno incrociato i loro sguardi e le loro rotte in questa terra spezzata, per raccontare il susseguirsi delle stagioni, i colori che cambiano, la vita che si ostina, la fatica quotidiana di quelli per cui il terremoto non è mai finito. My broken world, questo il nome della mostra, è il mondo spezzato di Michela Palermo, nata in Irpinia proprio nell'anno del sisma, e tornata nei luoghi della sua infanzia per documentarne il cambiamento. È il mondo rotto di Ernestina, 66 anni, che Francesca Cao ha fotografato per raccontare la storia di una donna che dal 1985 vive in un container di amianto. L'evento sarà ospitato dalla galleria Mandeep Photography: inaugura il 14 aprile e durerà fino al 7 maggio

mercoledì 13 aprile 2011

Vivian Maier e gli scatti ritrovati

Vivian Maier fino a qualche anno fa era praticamente sconosciuta. fino a quando John Maloof, giovane agente immobiliare di Chicago, acquista ad un'asta per 400 $ una scatola piena di negativi. Sperava di trovare fotografie d'epoca di un quartiere della città, invece trovò un vero e proprio tesoro! Maloof scopre in tutto oltre 100 mila negativi, di cui 20-30 mila non sviluppati e circa 3 mila fotografie, tutte bellissime street photography, con chiarissimi richiami a grandi fotografi e ritrattisti come Paul Strand, Henri Cartier-Bresson e Lisette Model, Harry Callahan e Aaron Siskind, e Diane Arbus o Weegee.

Attualmente le fotografie sono visibili in molte mostre e sul blog che Maloof ha aperto per far conoscere queste splendide immagini: www.vivianmaier.blogspot.com

Biografia di Vivian Maier
Nata in Francia il 1 febbraio 1926, la ragazza arriva negli Stati Uniti negli anni '30 e vive per alcuni anni a New York lavorando come commessa in un negozio di caramelle. Dagli anni '40 in poi si trasferisce a Chicago, dove viene assunta come bambinaia in una famiglia del North Side. Appassionata di cinema europeo, impara l'inglese andando a teatro, veste abiti e scarpe da uomo e indossa grandi cappelli. Una donna che non amava parlare, così la ricordano gli impiegati nello storico negozio di apparecchiature fotografiche di Chicago Central Camera, e i suoi ultimi giorni li ha trascorsi in una casa pagata dai tre ragazzi che aveva accudito fino agli anni '60. Sono loro, raggiunti da Maloof in un tentativo di ricostruire la biografia della fotografa, a raccontare di una donna misteriosa, socialista, femminista e anti-cattolica, che scattava fotografie in continuazione.

Maloof aveva cercato di contattarla circa un anno dopo l'acquisizione della collezione, dopo aver scoperto il suo nome, scritto a penna con una accurata grafia di altri tempi, a margine di una busta porta negativi. Digitando le parole Vivian Maier su Google aveva trovato però solo un annuncio mortuario. "Vivian Maier, nata in Francia e residente a Chicago negli ultimi 50 anni è morta serenamente lo scorso lunedì - recitava così il necrologio apparso su un quotidiano locale - Seconda madre di John, Lane e Matthew. Uno spirito libero che ha magicamente toccato le vite di chi la conosceva. Critica cinematografica e straordinaria fotografa".

Paradossalmente la donna era morta il giorno prima dell'inizio delle ricerche di Maloff. La storia di Vivian, dei suoi soggetti che a tratti ricordano l'asperità dei personaggi di Diane Arbus, dei suoi rullini non sviluppati e della sua tecnica unica, diventa per lui quasi un'ossessione. L'agente decide di comprare una Rolleiflex come quella di Vivian e di scendere per le vie di Chicago per ripercorrere le sue tracce. Capisce così il valore di quegli scatti, la difficoltà di cogliere quelle espressioni, e decide di pubblicare l'opera online. In attesa di scrivere un libro sulla fotografa del mistero.

Una storia in continua evoluzione che non smette di affascinare i centinaia di blogger che visitano il sito dedicato alla Maier Lì, una sezione speciale dal titolo Unfolding the mistery of Vivian Maier, ovvero svelare il segreto di Vivian Maier, raccoglie le poche informazioni e invita i visitatori a contattare l'autore in caso di altre notizie sulla donna. E mentre tutti i negativi sono stati scansionati ci sono ancora circa 600 rullini che attendono di essere sviluppati. Nella collezione acquisita da John solo un paio di immagini sono state stampate in piccolo formato da Vivian, quanto basta per pensare che nelle volontà della fotografa non ci fosse l'idea della divulgazione e dell'esposizione di questi incredibili scatti.








Foni:
repubblica.it
stampa.it
vivianmaier.blogspot.com

martedì 12 aprile 2011

CONTROVERSES UNA STORIA GIURIDICA ED ETICA DELLA FOTOGRAFIA - Firenze fino al 5 Giugno 2011

Ph. Oliviero Toscani, Amore Illibato/Virginal Love, 1992 © Oliviero Toscani

CONTROVERSES - UNA STORIA GIURIDICA ED ETICA DELLA FOTOGRAFIA

11 Marzo - 5 Giugno 2011


La Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia presenta, in esclusiva al MNAF di Firenze prima ed unica tappa italiana, l'esposizione "Controverses - Una storia giuridica ed etica della fotografia".
La mostra, realizzata in partnership con il Musée de l'Elysée di Losanna, ha avuto un grandissimo successo di pubblico e di critica nel suo tour internazionale che ha toccato alcune delle principali città europee, dopo Losanna, come Parigi, Bruxelles, Vienna e ora Firenze.
In mostra sono le fotografie "controverse": scatti discussi, polemici, spesso finiti in tribunale che, come indica il titolo dell'esposizione, hanno sollevato importanti dibattiti e forti polemiche. Dalla sua invenzione nel 1839, la fotografia ha provocato numerose controversie e dispute, anche sensazionali. L'immagine fotografica è stata al centro di importanti dibattiti etici e di molte questioni legali tra il XIX e XX secolo. Come simbolo della libertà di espressione e dei diritti dell'individuo, ma anche del potere e del denaro, è frequentemente caduta in conflitto con l'autorità e ha dovuto scontrarsi con la censura e la manipolazione. Ha provocato appassionati dibattiti nel mondo dell'arte, della scienza, nel mondo politico, in quello del giornalismo, della moda, della pubblicità, nella realtà che ha spesso portato in tribunale.
La maggior parte dei più importanti fotografi è stata coinvolta in controversie legali che hanno avuto anche forti ripercussioni sulla loro carriera.
Il Musée de l'Elysée ha messo insieme un'ampia schiera di fotografi che, dall'inizio della storia della fotografia ad oggi, sono stati al centro di controversie o procedure legali. Alcuni sono molto noti, altri meno.
Esposte tutte insieme, queste immagini ci permettono di capire meglio come la cultura o la società guardino se stesse e, in tal modo, ci portano a considerare i dibattiti contemporanei con un occhio più critico.
Fotografie che hanno segnato la storia e raccontato straordinari fatti di cronaca e testimonianze uniche: foto che rappresentano creazioni volontarie di arte fotografica con temi talvolta crudi e provocatori ma sempre sul filo della grande creatività artistica. Come quella di Oliviero Toscani che immortala un sacerdote mentre sfiora dolcemente le labbra di una suora. Uno scatto che è stato censurato in Italia a causa delle pressioni del Vaticano, ma anche in Francia, in seguito alle denunce delle associazioni religiose.
Tra le istantanee esposte anche quella che ritrae Aldo Moro sotto la stella delle BR e "che pone l'accento sulla strumentalizzazione dei media", o ancora quella che immortala i primi passi dell'uomo sulla luna. Quest'ultima contestata dai sostenitori del complotto, come David Percy che ne analizzò le molte anomalie: presenza di varie fonti di illuminazione, assenza di cratere sotto la navicella Apollo 11, polvere sulla strumentazione, luce solare diffusa come nell'atmosfera terrestre, in uno spazio che, come fece notare l'editore Ralph Rene, avrebbe dovuto teoricamente essere privo di atmosfera e dove quindi la bandiera americana non poteva fluttuare.
La mostra si compone di circa 70 fotografie "e da documentazionI video", provenienti dalla collezione del Musée de l'Elysée di Losanna e dalle Raccolte Museali della Fratelli Alinari.

Orario: tutti i giorni 10-18.30; chiuso il mercoledi
Biglietteria: Intero € 9, ridotto € 7.50, (il biglietto comprende anche la visita al Museo), scuole € 4

I giorni 7, 8, 9 marzo il Museo è chiuso per allestimento.
Inaugurazione mostra: 10 marzo (su invito)
Il giorno 16 marzo 2011, in occasione della NOTTE TRICOLORE organizzata dal Comune di Firenze, il museo è aperto gratuitamente dalle ore 17 alle ore 23.

Per informazioni, prenotazioni, visite guidate, didattica: 055.216310, fax 055.2646990, mnaf@alinari.it

lunedì 11 aprile 2011

Workshop di Nudo a Torino il 17 aprile 2011 tenuto da Marco Donatiello




Il Gruppo Fotografico La Mole di Torino in collaborazione con La Mole Acadey e il DP Studio – Fotografie d'autore – organizza un Workshop fotografico di nudo.
Quando:
domenica 17 aprile 2011 dalle ore 9.00 alle ore 17.00
Dove:
presso la sede del gruppo fotografico La Mole di via Aquila, 21 a Torino
Programma:
teoria dell'illuminazione nel nudo fotografico
sessioni fotografiche di gruppo e individuale
editing del lavoro svolto
Staff:
Docenti: Marco Donatiello – Riccardo Rebora
Modella: Samanta Derossi
MUA: Greta Volpi
Costi:
120 € per i soci del circolo
150€ per gli esterni
(Incluso pranzo a buffet)
Per info e iscrizioni:
Marco Donatiello 011/37.21.048 339/59.28.757
Riccardo Rebora 339/24.36.105
GF La Mole: info@gflamole.it
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Biografia di Marco Donatiello:
E' nato ad Oneglia, ma vive da anni a Torino. Ama la fotografia da sempre e sperimenta continuamente nuove soluzioni e stili. Predilige la ritrattistica e il reportage, in particolare quello sociale, attraverso il quale viene a contatto con persone e realtà diverse ed emozionanti. Dal 2007 ha trasformato la sua passione in attività professionale, aprendo uno studio fotografico nella sua città, il DP Studio - Fotografie d'autore -, per il quale ha scelto uno stile sobrio ed elegante, che fosse in grado di rispondere alle esigenze delle persone e delle aziende di cui si occupo e di trasmettere la professionalità che lo caratterizza.
E' un fotografo professionista membro del CPS (Canon Professional Service) e iscritto alla TAU VISUAL, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti.
Considera la fotografia una vera e propria forma di arte e convoglia molte delle sue energie nell’aiutare a diffondere nel nostro paese la cultura fotografia che ancora è carente. Tiene numerosi corsi di fotografia di base e avanzati, di fotoritocco, workshop, fa parte di circoli e gruppi fotografici, organizza mostre fotografiche ed ha sempre progetti fotografici a lungo termine sui quali lavora per anni.
Il SITO
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domenica 10 aprile 2011

'Rerum Natura', il favoloso mondo di Pina mostra a Milano fino al 14 aprile 2011


La mostra "Rerum Natura" (Fiber Ard And Galleria d'arte, piazza Tripoli 9 a Milano, fino al 14 aprile) è una riflessione sull'ambiente e sulle trasformazioni che questo subisce a opera dell'uomo. Avvalendosi della fotografia digitale, che poi elabora e compone, Pina Inferrera presenta boschi, laghi e lande ghiacciati immersi in un'atmosfera fantastica e volutamente irreale. Gli alberi sembrano grandi piovre con radici e rami che appaiono come tentacoli. Gli ambienti rimandano a visioni elfiche come solo i racconti fiabeschi romantici sapevano descrivere. E il visitatore entra in rapporto con una visione di una natura che preserva il proprio senso mistico e misterioso.
Fonte: repubblica.it

sabato 9 aprile 2011

Come nasce una fotocamera Canon

Il Canon Camera Museum ha presentato un video per illustrare come avviene il processo che porta alla nascita di una nuova fotocamera.

giovedì 7 aprile 2011

[Life Is Art] Project 365 • 2011 di Stefano Santucci

Stefano Santucci, è nato a Cremona il 9 aprile 1983 e dopo aver frequentato il Liceo Scientifico della sua città mi si è trasferito a Firenze dove tutt’ora vive; si è laureato in Psicologia e lì sta proseguendo gli studi.

Scatta fotografie da sempre ma solo da un anno ha voluto dedicarsi a questa passione più seriamente. Al momento dispone di una Canon EOS 550D a cui ha abbinato un Canon EF 28mm f1.8 e un Canon EF 85mm f1.8. Ha intrapreso un progetto personale che consiste nello scattare una fotografia al giorno per un anno intero, le fotografie vengono raggruppate in un album chiamato [Life Is Art] Project 365 • 2011

Avendo un background di studi molto umanistico ha voluto concentrarsi sulle persone. Lo scopo della sua fotografia è quella di cercare di emozionare proponendo aspetti di vita quotidiana e manifestazioni dell'essere che passano spesso inosservati. Si è accorto che durante il giorno succedono molte cose a cui non poniamo la dovuta attenzione, ha voluto così cercare di mostrare queste manifestazioni con un tipo di fotografia che si potrebbe definire di strada e cinematografica: di strada perchè cerco di riprendere sempre persone in momenti naturali e in scene di vita quotidiana (che sia in strada, al supermercato, al pub o al parco), cinematografica perchè ogni scatto ha lo scopo di cercare di trasmettere una storia, di emozionare, proprio come se il soggetto fosse all'interno di un film. La maggior parte dei suoi scatti ha infatti il titolo di un film che viene scelto in base alla situazione rappresentata, in questo modo il protagonista della fotografia si ritrova ad essere anche il protagonista della pellicola a cui la foto è associata. Ogni estraneo può diventare protagonista inconsapevole del mio lavoro, ogni situazione può essere quella adeguata per un film.

Non usa una tecnica particolare per raggiungere questi risultati, a seconda delle giornate e del tempo a disposizione passeggia fra la gente o si sofferma in zone della città dove la luce è particolarmente bella, aspetta e qualcosa succede sempre. Grazie ai suoi studi e all’approfondimento personale di tematiche a lui care come quello della comunicazione non verbale che si occupa di espressioni facciali o posturali, ad una sensibilità verso l’animo umano e alla passione per il cinema e per la regia, ha voluto unire il suo “sapere” per cercare di esprimere ciò che chiamoa essere un "Gioco per me: la fotografia.".Steve Nachmanovitch diceva che il Gioco è in realtà la radice da cui nasce l’arte originale; è la materia prima che l’artista convoglia con tutta la sua esperienza e la sua tecnica. Non si considero un’artista ma un grande giocatore, una persona che cerca di fare ciò che gli piace con passione.

Le sue foto vengono vengono poi modificate con Aperture 3.1 e la Suite PhotoShop CS5 per cercare di dare uno stampo maggiormente cinematografico nei toni cercando però sempre di minimizzare gli interventi, non ama stravolgere i suoi scatti.

mercoledì 6 aprile 2011

Framework: la settimana fotografica de Los Angeles Times



Il Los Angeles Times dedica ogni settimana una rubrica dedicata alle foto-notizie più importanti e degne di nota.
framework.latimes.com

Un modo per approfondire l'attualità, non solo a livello fotografico, una rubrica da seguire settimana dopo settimana!