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giovedì 3 maggio 2012
ELLIOTT ERWITT. Personal Best - Venezia fino al 15 luglio 2012
mercoledì 15 febbraio 2012
“Fotografia del Giappone (1860-1910). I capolavori” - Venezia fino al 1 aprile 2012
“Fotografia del Giappone (1860-1910). I capolavori”
L’esposizione, in programma dal 17 dicembre 2011 al 1° aprile 2012, all’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti -‐ Palazzo Franchetti di Venezia (Ponte dell’Accademia), propone oltre 150 fotografie (prevalentemente stampe all’albumina, acquerellate a mano) dei maggiori interpreti della seconda metà dell’Ottocento, provenienti da una collezione privata considerata la più grande raccolta del genere esistente al mondo, superiore anche a quella conservata all’Università di Nagasaki.
Curata da Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano, e da Marco Fagioli, coprodotta dal Museo delle Culture di Lugano e Giunti Arte mostre musei (GAmm), cui si affianca, per l’appuntamento italiano, l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, l’iniziativa presenta alcuni capolavori di uno dei più importanti capitoli della storia della fotografia, conducendo il visitatore a immergersi nelle diverse tematiche della cultura e dell’arte del Giappone, proprio nel periodo in cui, abbandonando un isolamento che durava da trecento anni, il Paese del Sol levante si apriva all’America e all’Europa, influenzando con le immagini e le espressioni della sua creatività il gusto dell'intero Occidente.
Questi scatti offrivano, soprattutto ai turisti stranieri, rappresentazioni del paesaggio e della cultura giapponese, con una funzione che è sostanzialmente quella di produrre souvenir di viaggio e della memoria esotica. Chiamato da alcuni “Scuola di Yokohama”, tale genere esprime uno stile fortemente riconoscibile che non trova, al suo tempo, eguali nel mondo per la qualità dell’interazione fra la stampa all’albumina, la raffinatezza della ricerca fotografica e la finissima colorazione delle immagini che, in alcuni casi, produce un risultato finale vicino a quello delle moderne fotografie a colori.
Il percorso espositivo, organizzato per sezioni, indaga la rappresentazione del paesaggio e la natura “educata” dalla cultura, il gusto dell’esotismo e il profondo rapporto tra la fotografia e le stampe del ukiyo-e, l’immagine della donna còlta nei molteplici aspetti della bellezza sublime, come in quello dei mestieri e delle attività della casa, della bottega e dei campi e della donna di piacere, ritratta nei quartieri a luci rosse chiamati “città senza notte”. O ancora, l’analisi degli stereotipi dell’immagine maschile, dai samurai ai bonzi, dai lottatori di sumo a tutti gli interpreti quotidiani di una realtà ideale che, talvolta, declina anche verso l'«anormalità» e il capriccio.
La relazione fra il sacro e il profano viene esaminata attraverso una serie di fotografie che ritraggono le attività lavorative e altre scene di vita comune, i templi, le cerimonie e le feste.
Chiudono la mostra, le opere dei grandi interpreti della fotografia giapponese e straniera, come Kusakabe Kimbei, considerato il maestro nel realizzare sofisticate fotografie all’albumina colorate a mano.
sabato 21 gennaio 2012
La Fotografia del Giappone - Venezia fino al 1 aprile 2012
orari
Per la prima volta in Italia, nelle sale dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, l’affascinante selezione di oltre 150 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento. Dal 17 dicembre al 1° aprile 2012, l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti di Venezia ospita, per la prima volta in Italia, una mostra che presenta oltre 150 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento.
L’iniziativa, dal titolo La Fotografia del Giappone (1860-1910). I capolavori, curata da Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano, e da Marco Fagioli, coprodotta dal Museo delle Culture di Lugano e Giunti Arte mostre musei, cui si affianca, per l’appuntamento italiano, l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, propone i capolavori di uno dei più importanti capitoli della storia della fotografia - nata in Europa ma subito sperimentata in Giappone - proprio nel periodo in cui, abbandonando un isolamento che durava da trecento anni, il Paese del Sol levante si apriva all’America e all’Europa, influenzando, con le immagini e le espressioni della sua creatività, il gusto dell'intero Occidente. Sono esposte le opere di alcuni grandi fotografi delle origini, primo fra tutti l’inglese Felice Beato (1833 - 1907) che, con un piccolo gruppo di artisti giapponesi, diede vita a uno stile, chiamato Scuola di Yokohama, e a una tecnica particolare. Questi personaggi riuscirono a unire la fotografia, la forma artistica più d’avanguardia di quel tempo, con la tradizione delle grafiche giapponesi, realizzando stampe fotografiche su carta all’albumina delicatamente colorate singolarmente a mano da raffinati artigiani.
Queste immagini destinate prevalentemente ai viaggiatori stranieri, offrivano rappresentazioni del paesaggio e della cultura giapponese, con una funzione che è sostanzialmente quella di produrre souvenir di viaggio e della memoria esotica. Tale genere esprime uno stile fortemente riconoscibile che non trova, allora, eguali nel mondo per la qualità dell’interazione fra la stampa all’albumina, la raffinatezza della ricerca fotografica e la finissima colorazione che, in alcuni casi, produce un risultato finale vicino a quello delle moderne fotografie a colori.
Il percorso espositivo, organizzato per sezioni indaga la rappresentazione del paesaggio e la natura “educata” dalla cultura, il gusto dell’esotismo e il profondo rapporto tra la fotografia e le stampe del ukiyo-e, l’immagine della donna còlta nei molteplici aspetti della bellezza sublime, come in quello dei mestieri e delle attività della casa, della bottega e dei campi e della donna di piacere, ritratta nei quartieri a luci rosse chiamati “città senza notte”.
O ancora, l’analisi degli stereotipi dell’immagine maschile, dai samurai ai bonzi, dai lottatori di sumo a tutti gli interpreti quotidiani di una realtà ideale che, talvolta, declina anche verso l'«anormalità» e il capriccio. La relazione fra il sacro e il profano viene esaminata attraverso una serie di fotografie che ritraggono le attività lavorative e altre scene di vita comune, i templi, le cerimonie e le feste. La mostra si conclude con le opere dei grandi interpreti della fotografia giapponese e straniera, come Kusakabe Kimbei, considerato il maestro nel realizzare sofisticate fotografie all’albumina colorate a mano. L’esposizione è accompagnata da un importante volume, pubblicato da GAmm Giunti, che affronta con il contributo di diversi specialisti i differenti aspetti della fotografia in Giappone.
lunedì 3 ottobre 2011
Vernaschi, sogni in chiaroscuro - Venezia - fino al 27 novembre 2011
sabato 27 agosto 2011
LABORATORI VISIVI ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA dal 5 all'11 settembre 2011
LABORATORI VISIVI ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA
Workshop fotografico
Laboratori Visivi, in collaborazione con “CinemAvvenire”, presenta il primo Workshop di Fotografia a Venezia, in occasione della 68esima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia.
Il workshop, dal 5 all'11 settembre prossimi, offre agli allievi la possibilità di coniugare la partecipazione ad uno dei più grandi eventi cinematografici internazionali con un’esperienza diretta di formazione fotografica.
ATTIVITÁ del WORKSHOP
Il cinema e la fotografia
Incontri sul rapporto tra cinema e fotografia dal punto di vista tecnico, professionale e narrativo.
- Visione critica di estratti da film strettamente legati al tema della fotografia (Professione Reporter, Blow Up, I ponti di Madison County, la filmografia di Chris Marker ecc.).
- Discussione e analisi delle tematiche e delle tecniche utilizzate nei suddetti film.
- Il ruolo del direttore della fotografia.
- Il ruolo del fotografo di scena.
Il racconto fotografico
Come si racconta “fotograficamente” un evento come la Mostra del Cinema di Venezia (lezioni frontali e pratiche). La Mostra del Cinema di Venezia è uno degli eventi più importanti nel panorama internazionale, e per questo motivo la stampa fa un uso molto ampio di immagini che raccontano il suo svolgimento e l’atmosfera della città.
- Foto che “funzionano”: quali sono le immagini che la stampa sceglie di pubblicare e quali quelle da evitare.
- Star & V.I.P.: come raccontare i personaggi celebri ospiti del Festival.
- “Tutti per uno”: la difficoltà di lavorare al fianco di altri fotografi; come catturare immagini originali e efficaci.
- Tempi stretti: difficoltà legate ai tempi e alle esigenze editoriali; invio del lavoro fotografico a testate e agenzie.
- Didascalie: come corredare un'immagine da inviare alla stampa con il testo adeguato.
Reportage a Venezia
Al di là delle lezioni dedicate al racconto fotografico della Mostra del Cinema per usi editoriali, i partecipanti saranno liberi di realizzare un Reportage ambientato a Venezia dal tema libero, non necessariamente di “cronaca” del festival. Per permettere ad ogni allievo di assecondare le proprie inclinazioni espressive e stilistiche e per favorire un efficace e produttivo svolgimento del workshop, ogni studente potrà scegliere come raccontare la città di Venezia durante la settimana del Festival secondo la propria visione.
Il docente accompagnerà gli allievi nella scelta narrativa e farà loro conoscere i luoghi chiave della mostra, mettendoli a proprio agio in un contesto ricco e complesso come quello della città lagunare e del Festival.
La revisione e l’editing
A fine giornata sono previsti momenti di revisione delle foto prodotte, cogliendo spunto per approfondire aspetti tecnici e stilistici.
Alla fine del workshop gli allievi sono assistiti nella selezione ed editing delle immagini realizzate durante il workshop e invitati ad allestire un’esposizione presso la sede di “CinemAvvenire” a Roma.
QUANDO
Dal 05 all'11 Settembre 2011 - (7giorni/6 notti)
Il Workshop fotografico si terrà dalla sera del 5 al pomeriggio del 9. Sabato e Domenica 10-11 settembre gli allievi sono liberi di continuare il proprio lavoro fotografico o di visitare per proprio conto Venezia e la Mostra del Cinema.
DOVE
I partecipanti saranno ospitati nella bellissima struttura dell’Istituto “Giorgio Cini”, a Venezia Giardini (di fianco alla sede della Biennale), a dieci minuti dalla Mostra (una fermata di vaporetto, con alcune corse che fermano esattamente alle spalle del Casinò e del Palazzo del Cinema). Vedi le foto
QUANTO
Le quote di partecipazione al workshop variano in base al tipo di alloggio scelto. Il dettaglio delle quote è visionabile sul sito di CinemAvvenire.
TRASPORTI A VENEZIA
Grazie a un accordo con l'Istituto Nautico S. Venier, i partecipanti potranno usufruire dicondizioni economiche agevolate per i trasporti pubblici via mare e via terra dai Giardini - sede dell'Istituto - al Lido. Vedi dettagli
COSA COMPRENDE LA QUOTA
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La docenza durante tutto il workshop con lezioni pratiche e teoriche di cinema, fotografia e reportage. Editing a fine giornata delle foto prodotte.
- Mostra collettiva alla fine del workshop con una selezione delle immagini realizzate presso la sede di CinemAvvenire.
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- Alloggio con prima colazione presso l’Istituto “Giorgio Cini” a Venezia Giardini.
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- ACCREDITO per accedere gratuitamente a tutte le proiezioni dei film della Mostra, le conferenze stampa e gli eventi correlati. "Accredito Cinema"
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- Visita alla Biennale d'Arte. www.labiennale.org
Per Informazioni ed ISCRIZIONI
scrivere a info@laboratorivisivi.it specificando il tipo di alloggio scelto.
O contattare Laboratori Visivi:
tel. 06.83398760
skypeID: laboratorivisivi
IL DOCENTE
Stefano Snaidero è nato a Venezia. Dal 2004 lavora con i più importanti quotidiani e settimanali nazionali quali l’Espresso, il Corriere della Sera, la Repubblica, il Venerdì, Internazionale, Panorama, alternando all'attività di freelance collaborazioni più strette con le agenzie Ansa, Contrasto e Prospekt.
Sue foto sono state esposte nel lavoro “Ereditare il paesaggio”, curato da Giovanna Calvenzi con una mostra all’Ara Pacis di Roma, nel progetto di Amnesty International Spagna sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e nella mostra presso il Centro Forma di Milano relativa al Premio Internazionale Cassa Lombarda dove ha ottenuto la menzione speciale.
É insegnante di reportage nell’ambito dei corsi tenuti da Laboratori Visivi.
Ass. Prom. Soc. LABORATORI VISIVI
Laboratori Visivi è una realtà associativa che da cinque anni si dedica alla promozione e alla divulgazione del linguaggio e della cultura fotografica. Sviluppa parallelamente un’attività di formazione alla fotografia dalle basi alla specializzazione professionale e una programmazione di incontri, workshop, progetti ed eventi fotografici che vedono come protagonisti importanti personalità del mondo della fotografia e del fotogiornalismo.
Associazione Centro Internazionale CINEMAVVENIRE
CinemAvvenire è un progetto nato 18 anni fa, nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia, da un’idea di Gillo Pontecorvo e Massimo Calanca, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e l’amore per il cinema tra i giovani e gli studenti, sia come spettatori consapevoli che come possibili talenti.
L’associazione collabora da anni con la Biennale e la Mostra del Cinema di Venezia, i Festival del cinema di Torino, Pesaro, Giffoni Valle Piana, Alba e Siena, il Ministero dell’Istruzione, vari IRRE (Istituti Regionali Ricerca Educativa), alcune Università e DAMS e, dal 2002, con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Commissione Europea. Quest’ultima ha riconosciuto al progetto CinemAvvenire l’attestato di progetto di qualità, per il suo “Forum sul cinema europeo” nell’ambito dei “Cinedays”.
domenica 20 marzo 2011
IL MALE INVISIBILE - la Bielorussia 25 anni dopo Chernobyl fotografie di Alessandro Scarpa - fino al 3 aprile 2011 a Venezi
IL MALE INVISIBILE - la Bielorussia 25 anni dopo Chernobyl
fotografie di Alessandro Scarpa 19 marzo - 3 aprile 2011 -Torre Civica di Mestre - Venezia
Inaugurazione Sabato 19 marzo, ore 17.00
Dopo la realizzazione del libro “Finché soffia il vento di Chernobyl. Un viaggio di solidarietà dall’Italia alla Bielorussia con il convoglio umanitario di Help for Children” scritto dalla giornalista Francesca Bellemo, Help for Children Onlus, con la partership dell’Assessorato alle Politiche Giovanili e Centro Pace del Comune di Venezia, dell’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Venezia, della Municipalità di Mestre Carpenedo, e del Comitato Torre di Mestre, presenta la mostra fotografica “Il male invisibile – la Bielorussia 25 anni dopo Chernobyl” con le immagini scattate dal fotografo mestrino Alessandro Scarpa, in parte contenute nello stesso volume, altre inedite.
Un percorso fotografico nel quale il visitatore entrerà a stretto contatto con la realtà bielorussa, i suoi villaggi di campagna poverissimi e i suoi centri urbani degradati ma anche le sue bellezze naturali, scoprendo in che modo la catastrofe di Chernobyl ha influito e sta influendo sulla vita della popolazione bielorussa.
La mostra vuole essere soprattutto un’occasione per documentare, a ridosso del 25° anniversario del disastro del 26 aprile 1986, l’importante impegno dell’associazione Help For Children, che da 20 anni promuove l’ospitalità nelle famiglie italiane, a scopo terapeutico, dei bambini vittime delle radiazioni nucleari di Chernobyl, e che è sempre alla ricerca di nuove famiglie aderenti.
Biografia di Alessandro Scarpa:
Nato a Venezia nel 1985, ha scattato le sue prime fotografie all'età di 19 anni, in occasione di un viaggio di conoscenza della realtà missionaria di Ol Moran, nel cuore del Kenya, e successivamente ha organizzato e promosso nel territorio veneziano la mostra fotografica “Jambo Africa!”, esponendo nella Galleria Luigi Sturzo di Mestre ed all’aeroporto Marco Polo di Venezia nel 2007, ed alla Torre Civica nel cuore di Mestre nel 2008.
Deciso a portare avanti una fotografia sociale e di denuncia, si è addentrato nell’esperienza dell’Urban Exploration, genere fotografico che tratta la ricerca del bello nella decadenza dei luoghi abbandonati.
Sviluppa una fotografia concettuale mantenendo viva la ricerca artistica e comunicativa in ogni suo scatto, sperimentandosi anche nella fotografia di moda.
Nel maggio 2010 partecipa all’annuale convoglio umanitario di Help for Children Onlus nella regione di Gomel, in Bielorussia, per la realizzazione di un reportage con la giornalista veneziana Francesca Bellemo, con la quale pubblica “Finchè soffia il vento di Chernobyl” edito da Terra Ferma Edizioni.
Nel dicembre dello stesso anno collabora con Nikon per la pubblicazione del reportage "Un abbraccio sfiderà Chernobyl" nella sezione Feel Nikon.
Collabora con uno studio fotografico di Mestre, e con la rivista della San Vincenzo Mestrina “Il Prossimo”. E’ socio fondatore della onlus “Infiniti Ponti” e membro dell’associazione culturale “Blog – Territori e Paradossi”.