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Visualizzazione post con etichetta mostre ed eventi fotografici a Venezia. Mostra tutti i post
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giovedì 3 maggio 2012

ELLIOTT ERWITT. Personal Best - Venezia fino al 15 luglio 2012

Personal Best è stata realizzata personalmente da Erwitt, e dopo il MEP di Parigi, il Reina Sofia di Madrid e l'ICP di New York, arriva a Venezia presentando una selezione di 140 fotografie fra le più celebri e significative della sua intera carriera. L'edizione italiana curata da Denis Curti è prodotta da Civita Tre Venezie con la partnership straordinaria di Jacob Cohën e il patrocinio della Regione del Veneto e del Comune di Venezia, Assessorato alle attività culturali.

La splendida dimora, testimonianza dell'architettura veneziana di inizio '900 realizzata dall'artista Mario De Maria, proprietà di Polymnia Venezia, società strumentale della Fondazione di Venezia, è da sempre una vera e propria casa della cultura, cenacolo di artisti e intellettuali di passaggio, e riapre al pubblico dopo un lungo restauro. Il progetto Casa dei Tre Oci è realizzato in collaborazione con Veneto Banca.
Personal Best è stata realizzata personalmente da Erwitt, e dopo il MEP di Parigi, il Reina Sofia di Madrid e l'ICP di New York, arriva a Venezia presentando una selezione di 140 fotografie fra le più celebri e significative della sua intera carriera. L'edizione italiana curata da Denis Curti è prodotta da Civita Tre Venezie con la partnership straordinaria di Jacob Cohën e il patrocinio della Regione del Veneto e del Comune di Venezia, Assessorato alle attività culturali.
Membro dal 1953 della storica agenzia Magnum, fondata al termine della seconda guerra mondiale da un gruppo di fotografi fra i quali Henri Cartier-Bresson e Robert Capa, Erwitt non solo ha raccontato con piglio giornalistico gli ultimi sei decenni della storia del nostro mondo e della civiltà contemporanea, ma ha saputo cogliere in una serie di immagini in bianco e nero gli aspetti più tragici e quelli più divertenti della vita che è passata di fronte al suo obiettivo. Il linguaggio privilegiato con il quale ha compiuto questa difficile impresa è quello dell'istantanea, da cui risulta tutta l'ironia di un universo congelato in pose bizzarre, ma anche l'insospettabile perfezione formale che può scaturire dal caso. Scrive egli stesso: "Nei momenti più tristi e invernali della vita, quando una nube ti avvolge da settimane, improvvisamente la visione di qualcosa di meraviglioso può cambiare l'aspetto delle cose, il tuo stato d'animo. Il tipo di fotografia che piace a me, quella in cui viene colto l'istante, è molto simile a questo squarcio nelle nuvole. In un lampo, una foto meravigliosa sembra uscire fuori dal nulla".
Nato a Parigi nel 1928 da una famiglia russa di origini ebraiche, Elliott Erwitt trascorre l'infanzia in Italia e si trasferisce definitivamente negli Stati Uniti nel 1939, prima a New York e poi a Los Angeles. Travolto dalle vicissitudini della propria vicenda personale e animato da un'inesauribile vitalità, è il fotografo della commedia umana.
La riconosce e la mette in scena nelle situazioni più disparate, dall'inizio della sua carriera alla metà degli anni Quaranta fino ad oggi. E' diventata un'icona della fotografia mondiale l'immagine del 1949 in cui una statua della dea Diana al Metropolitan Museum of Art punta una freccia verso un ignaro visitatore voltato di spalle, mentre lo scatto più recente di questa selezione mostra il Presidente Obama e la moglie Michelle sullo sfondo di una selva di telefoni cellulari e fotocamere digitali tenuti alti verso di loro: la fotografia nel frattempo si è trasformata dal mezzo di comunicazione più potente nelle mani dell'uomo a quello più diffuso, costantemente e indiscriminatamente a disposizione di tutti.
Da Jacqueline Kennedy a Marilyn Monroe fino a Che Guevara e Richard Nixon, fotografato durante un concitato dialogo con Nikita Krusciov nel 1959, sono numerose le celebrità che compaiono nel percorso di questa mostra. Su tutte Erwitt posa uno sguardo allo stesso tempo tagliente e pieno di empatia, dal quale scaturisce non soltanto l'ironia del vivere quotidiano, ma anche la sua complessità. Con lo stesso atteggiamento, d'altra parte, il fotografo concentra la sua attenzione su qualsiasi altro soggetto, senza alcuna differenza e portando all'estremo la qualità democratica che è tipica del suo mezzo. Il suo immaginario è infatti popolato in prevalenza da persone comuni, uomini e donne, colte nel mezzo della normalità delle loro vite, ma anche di animali, cani soprattutto, cui Erwitt dedica nel tempo una serie di veri e propri ritratti. Fra i più celebri c'è quello di un chihuahua vestito con tanto di cappotto e cappellino e messo di fianco alle zampe di un altro cane di grossa taglia e alle gambe della padrona tagliate dall'inquadratura. Passato il riso del primo impatto, rimane l'evidenza dei fatti: stanno tutti sullo stesso piano.
Parte integrante del percorso espositivo saranno inoltre gli scatti appartenenti a un progetto nato dall'incontro dell'artista con Nicola Bardelle, direttore creativo di Jacob Cohёn e da sempre grande appassionato alle opere di Elliott Erwitt. Il concept per l'immagine del brand si basa sulla rivisitazione di alcune fotografie scattate negli anni Ottanta e Novanta - il celebre "jumping dog" e l'immagine al Prado di Madrid - e dà vita a un effetto di grande suggestione, riproponendo una quotidianità fatta di humour, ironia e poesia.

Venezia, Tre Oci
Giudecca 43, Venezia
30 marzo - 15 luglio 2012

In partnership con
Jacob Cohen

ORARI
Lunedì - domenica 10.00 - 19.00 | Sabato 10.00 – 22.00 | chiuso martedì
Apertura straordinaria 24 aprile, 1 maggio

INFO e PRENOTAZIONI
+39 041 86 20 761

BIGLIETTI
8,00 € intero
6,00 € ridotto: per gruppi superiori alle 15 persone, studenti, over 65 anni, titolari di apposite convenzioni, residenti nel Comune di Venezia.
2,50 €: per titolari tessera Giovani a Teatro.
Gratuito: bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, disabili e accompagnatore, due insegnanti accompagnatori per classe, docenti universitari.
Prenotazione singoli e gruppi: 1,50 € a biglietto.
Prenotazione gruppi di studenti: 1,00 a biglietto.

mercoledì 15 febbraio 2012

“Fotografia del Giappone (1860-­1910). I capolavori” - Venezia fino al 1 aprile 2012

Arriva in Italia la mostra
“Fotografia del Giappone (1860-­1910). I capolavori”


L’esposizione, in programma dal 17 dicembre 2011 al 1° aprile 2012, all’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti -­‐ Palazzo Franchetti di Venezia (Ponte dell’Accademia), propone oltre 150 fotografie (prevalentemente stampe all’albumina, acquerellate a mano) dei maggiori interpreti della seconda metà dell’Ottocento, provenienti da una collezione privata considerata la più grande raccolta del genere esistente al mondo, superiore anche a quella conservata all’Università di Nagasaki.

Curata da Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano, e da Marco Fagioli, coprodotta dal Museo delle Culture di Lugano e Giunti Arte mostre musei (GAmm), cui si affianca, per l’appuntamento italiano, l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, l’iniziativa presenta alcuni capolavori di uno dei più importanti capitoli della storia della fotografia, conducendo il visitatore a immergersi nelle diverse tematiche della cultura e dell’arte del Giappone, proprio nel periodo in cui, abbandonando un isolamento che durava da trecento anni, il Paese del Sol levante si apriva all’America e all’Europa, influenzando con le immagini e le espressioni della sua creatività il gusto dell'intero Occidente.

Questi scatti offrivano, soprattutto ai turisti stranieri, rappresentazioni del paesaggio e della cultura giapponese, con una funzione che è sostanzialmente quella di produrre souvenir di viaggio e della memoria esotica. Chiamato da alcuni “Scuola di Yokohama”, tale genere esprime uno stile fortemente riconoscibile che non trova, al suo tempo, eguali nel mondo per la qualità dell’interazione fra la stampa all’albumina, la raffinatezza della ricerca fotografica e la finissima colorazione delle immagini che, in alcuni casi, produce un risultato finale vicino a quello delle moderne fotografie a colori.

Il percorso espositivo, organizzato per sezioni, indaga la rappresentazione del paesaggio e la natura “educata” dalla cultura, il gusto dell’esotismo e il profondo rapporto tra la fotografia e le stampe del ukiyo-­e, l’immagine della donna còlta nei molteplici aspetti della bellezza sublime, come in quello dei mestieri e delle attività della casa, della bottega e dei campi e della donna di piacere, ritratta nei quartieri a luci rosse chiamati “città senza notte”. O ancora, l’analisi degli stereotipi dell’immagine maschile, dai samurai ai bonzi, dai lottatori di sumo a tutti gli interpreti quotidiani di una realtà ideale che, talvolta, declina anche verso l'«anormalità» e il capriccio.

La relazione fra il sacro e il profano viene esaminata attraverso una serie di fotografie che ritraggono le attività lavorative e altre scene di vita comune, i templi, le cerimonie e le feste.

Chiudono la mostra, le opere dei grandi interpreti della fotografia giapponese e straniera, come Kusakabe Kimbei, considerato il maestro nel realizzare sofisticate fotografie all’albumina colorate a mano.

sabato 21 gennaio 2012

La Fotografia del Giappone - Venezia fino al 1 aprile 2012

presso 

Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti (Palazzo Franchetti) campo Santo Stefano, 2942 Venezia (VE)

orari 
lunedì-domenica, 10-18; chiuso martedì

biglietti
Intero € 9,00; ridotto € 7,50: under 18 e over 65, gruppi (min 15-max 25 persone), studenti, titolari di convenzioni; ridotto scuole € 4,00
a cura di 
Francesco Paolo Campione e Marco Fagioli
Foto di grandi interpreti giapponesi ed europei agli albori della storia della fotografia.

Per la prima volta in Italia, nelle sale dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, l’affascinante selezione di oltre 150 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento. Dal 17 dicembre al 1° aprile 2012, l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti di Venezia ospita, per la prima volta in Italia, una mostra che presenta oltre 150 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento.

L’iniziativa, dal titolo La Fotografia del Giappone (1860-1910). I capolavori, curata da Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano, e da Marco Fagioli, coprodotta dal Museo delle Culture di Lugano e Giunti Arte mostre musei, cui si affianca, per l’appuntamento italiano, l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, propone i capolavori di uno dei più importanti capitoli della storia della fotografia - nata in Europa ma subito sperimentata in Giappone - proprio nel periodo in cui, abbandonando un isolamento che durava da trecento anni, il Paese del Sol levante si apriva all’America e all’Europa, influenzando, con le immagini e le espressioni della sua creatività, il gusto dell'intero Occidente. Sono esposte le opere di alcuni grandi fotografi delle origini, primo fra tutti l’inglese Felice Beato (1833 - 1907) che, con un piccolo gruppo di artisti giapponesi, diede vita a uno stile, chiamato Scuola di Yokohama, e a una tecnica particolare. Questi personaggi riuscirono a unire la fotografia, la forma artistica più d’avanguardia di quel tempo, con la tradizione delle grafiche giapponesi, realizzando stampe fotografiche su carta all’albumina delicatamente colorate singolarmente a mano da raffinati artigiani.

Queste immagini destinate prevalentemente ai viaggiatori stranieri, offrivano rappresentazioni del paesaggio e della cultura giapponese, con una funzione che è sostanzialmente quella di produrre souvenir di viaggio e della memoria esotica. Tale genere esprime uno stile fortemente riconoscibile che non trova, allora, eguali nel mondo per la qualità dell’interazione fra la stampa all’albumina, la raffinatezza della ricerca fotografica e la finissima colorazione che, in alcuni casi, produce un risultato finale vicino a quello delle moderne fotografie a colori.

Il percorso espositivo, organizzato per sezioni indaga la rappresentazione del paesaggio e la natura “educata” dalla cultura, il gusto dell’esotismo e il profondo rapporto tra la fotografia e le stampe del ukiyo-e, l’immagine della donna còlta nei molteplici aspetti della bellezza sublime, come in quello dei mestieri e delle attività della casa, della bottega e dei campi e della donna di piacere, ritratta nei quartieri a luci rosse chiamati “città senza notte”.

O ancora, l’analisi degli stereotipi dell’immagine maschile, dai samurai ai bonzi, dai lottatori di sumo a tutti gli interpreti quotidiani di una realtà ideale che, talvolta, declina anche verso l'«anormalità» e il capriccio. La relazione fra il sacro e il profano viene esaminata attraverso una serie di fotografie che ritraggono le attività lavorative e altre scene di vita comune, i templi, le cerimonie e le feste. La mostra si conclude con le opere dei grandi interpreti della fotografia giapponese e straniera, come Kusakabe Kimbei, considerato il maestro nel realizzare sofisticate fotografie all’albumina colorate a mano. L’esposizione è accompagnata da un importante volume, pubblicato da GAmm Giunti, che affronta con il contributo di diversi specialisti i differenti aspetti della fotografia in Giappone.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
tel: 199.199.111
ivsla@istitutoveneto.it
www.fotografiagiappone.it
www.istitutoveneto.it

lunedì 3 ottobre 2011

Vernaschi, sogni in chiaroscuro - Venezia - fino al 27 novembre 2011

Lo sguardo si compie, e si rinnova, facendo un giro e puntando dritto su di sé. E' quanto ha fatto il fotografo Marco Vernaschi, dopo una decina d'anni di reportage – e di premi prestigiosi - dedicati a raccontare storie d'altri, anche se mai come asettico testimone, piuttosto presenza assorbita e toccata dagli eventi. Placebo, il suo ultimo lavoro fotografico, presentato alla 54° Biennale d'Arte di Venezia, è il tentativo, "terapeutico e illusorio", di mettersi a nudo, scandagliando l'oscuro attraverso quello che più che un set di immagini è una teoria di visioni, esperienze e sogni. Un catalogo di paure e passi oltre, di ampiezze e misteri, svelamenti e dubbi, bellezze e abbandoni. Un'altalena dove buio e luce, fissità e movimento fanno da contrappunti nella tela di un bianco e nero fondo come uno spazio senza confini. Biennale di Venezia, Arsenale, fino al 27 novembre.

Vernaschi, sogni in chiaroscuro

Vernaschi, sogni in chiaroscuro

Vernaschi, sogni in chiaroscuro

Vernaschi, sogni in chiaroscuro


Vernaschi, sogni in chiaroscuro

Vernaschi, sogni in chiaroscuro

Vernaschi, sogni in chiaroscuro

Vernaschi, sogni in chiaroscuro

Vernaschi, sogni in chiaroscuro

Vernaschi, sogni in chiaroscuro

Vernaschi, sogni in chiaroscuro

Vernaschi, sogni in chiaroscuro

sabato 27 agosto 2011

LABORATORI VISIVI ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA dal 5 all'11 settembre 2011

LABORATORI VISIVI ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA


Workshop fotografico

Laboratori Visivi, in collaborazione con “CinemAvvenire”, presenta il primo Workshop di Fotografia a Venezia, in occasione della 68esima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia.

Il workshop, dal 5 all'11 settembre prossimi, offre agli allievi la possibilità di coniugare la partecipazione ad uno dei più grandi eventi cinematografici internazionali con un’esperienza diretta di formazione fotografica.

ATTIVITÁ del WORKSHOP

Il cinema e la fotografia

Incontri sul rapporto tra cinema e fotografia dal punto di vista tecnico, professionale e narrativo.

  • Visione critica di estratti da film strettamente legati al tema della fotografia (Professione Reporter, Blow Up, I ponti di Madison County, la filmografia di Chris Marker ecc.).
  • Discussione e analisi delle tematiche e delle tecniche utilizzate nei suddetti film.
  • Il ruolo del direttore della fotografia.
  • Il ruolo del fotografo di scena.

Il racconto fotografico

Come si racconta “fotograficamente” un evento come la Mostra del Cinema di Venezia (lezioni frontali e pratiche). La Mostra del Cinema di Venezia è uno degli eventi più importanti nel panorama internazionale, e per questo motivo la stampa fa un uso molto ampio di immagini che raccontano il suo svolgimento e l’atmosfera della città.

  • Foto che “funzionano”: quali sono le immagini che la stampa sceglie di pubblicare e quali quelle da evitare.
  • Star & V.I.P.: come raccontare i personaggi celebri ospiti del Festival.
  • “Tutti per uno”: la difficoltà di lavorare al fianco di altri fotografi; come catturare immagini originali e efficaci.
  • Tempi stretti: difficoltà legate ai tempi e alle esigenze editoriali; invio del lavoro fotografico a testate e agenzie.
  • Didascalie: come corredare un'immagine da inviare alla stampa con il testo adeguato.

Reportage a Venezia

Al di là delle lezioni dedicate al racconto fotografico della Mostra del Cinema per usi editoriali, i partecipanti saranno liberi di realizzare un Reportage ambientato a Venezia dal tema libero, non necessariamente di “cronaca” del festival. Per permettere ad ogni allievo di assecondare le proprie inclinazioni espressive e stilistiche e per favorire un efficace e produttivo svolgimento del workshop, ogni studente potrà scegliere come raccontare la città di Venezia durante la settimana del Festival secondo la propria visione.

Il docente accompagnerà gli allievi nella scelta narrativa e farà loro conoscere i luoghi chiave della mostra, mettendoli a proprio agio in un contesto ricco e complesso come quello della città lagunare e del Festival.


La revisione e l’editing

A fine giornata sono previsti momenti di revisione delle foto prodotte, cogliendo spunto per approfondire aspetti tecnici e stilistici.

Alla fine del workshop gli allievi sono assistiti nella selezione ed editing delle immagini realizzate durante il workshop e invitati ad allestire un’esposizione presso la sede di “CinemAvvenire” a Roma.


QUANDO


Dal 05 all'11 Settembre 2011 - (7giorni/6 notti)


Il Workshop fotografico si terrà dalla sera del 5 al pomeriggio del 9. Sabato e Domenica 10-11 settembre gli allievi sono liberi di continuare il proprio lavoro fotografico o di visitare per proprio conto Venezia e la Mostra del Cinema.

DOVE


I partecipanti saranno ospitati nella bellissima struttura dell’Istituto “Giorgio Cini”, a Venezia Giardini (di fianco alla sede della Biennale), a dieci minuti dalla Mostra (una fermata di vaporetto, con alcune corse che fermano esattamente alle spalle del Casinò e del Palazzo del Cinema). Vedi le foto

QUANTO


Le quote di partecipazione al workshop variano in base al tipo di alloggio scelto. Il dettaglio delle quote è visionabile sul sito di CinemAvvenire.

TRASPORTI A VENEZIA


Grazie a un accordo con l'Istituto Nautico S. Venier, i partecipanti potranno usufruire dicondizioni economiche agevolate per i trasporti pubblici via mare e via terra dai Giardini - sede dell'Istituto - al Lido. Vedi dettagli

COSA COMPRENDE LA QUOTA

  • La docenza durante tutto il workshop con lezioni pratiche e teoriche di cinema, fotografia e reportage. Editing a fine giornata delle foto prodotte.

  • Mostra collettiva alla fine del workshop con una selezione delle immagini realizzate presso la sede di CinemAvvenire.


  • Alloggio con prima colazione presso l’Istituto “Giorgio Cini” a Venezia Giardini.


  • ACCREDITO per accedere gratuitamente a tutte le proiezioni dei film della Mostra, le conferenze stampa e gli eventi correlati. "Accredito Cinema"



Per Informazioni ed ISCRIZIONI


scrivere a info@laboratorivisivi.it specificando il tipo di alloggio scelto.

O contattare Laboratori Visivi:


tel. 06.83398760



IL DOCENTE

Stefano Snaidero è nato a Venezia. Dal 2004 lavora con i più importanti quotidiani e settimanali nazionali quali l’Espresso, il Corriere della Sera, la Repubblica, il Venerdì, Internazionale, Panorama, alternando all'attività di freelance collaborazioni più strette con le agenzie Ansa, Contrasto e Prospekt.

Sue foto sono state esposte nel lavoro “Ereditare il paesaggio”, curato da Giovanna Calvenzi con una mostra all’Ara Pacis di Roma, nel progetto di Amnesty International Spagna sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e nella mostra presso il Centro Forma di Milano relativa al Premio Internazionale Cassa Lombarda dove ha ottenuto la menzione speciale.

É insegnante di reportage nell’ambito dei corsi tenuti da Laboratori Visivi.



Ass. Prom. Soc. LABORATORI VISIVI

Laboratori Visivi è una realtà associativa che da cinque anni si dedica alla promozione e alla divulgazione del linguaggio e della cultura fotografica. Sviluppa parallelamente un’attività di formazione alla fotografia dalle basi alla specializzazione professionale e una programmazione di incontri, workshop, progetti ed eventi fotografici che vedono come protagonisti importanti personalità del mondo della fotografia e del fotogiornalismo.

www.laboratorivisivi.it



Associazione Centro Internazionale CINEMAVVENIRE

CinemAvvenire è un progetto nato 18 anni fa, nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia, da un’idea di Gillo Pontecorvo e Massimo Calanca, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e l’amore per il cinema tra i giovani e gli studenti, sia come spettatori consapevoli che come possibili talenti.

L’associazione collabora da anni con la Biennale e la Mostra del Cinema di Venezia, i Festival del cinema di Torino, Pesaro, Giffoni Valle Piana, Alba e Siena, il Ministero dell’Istruzione, vari IRRE (Istituti Regionali Ricerca Educativa), alcune Università e DAMS e, dal 2002, con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Commissione Europea. Quest’ultima ha riconosciuto al progetto CinemAvvenire l’attestato di progetto di qualità, per il suo “Forum sul cinema europeo” nell’ambito dei “Cinedays”.

www.cinemavvenire.it


domenica 20 marzo 2011

IL MALE INVISIBILE - la Bielorussia 25 anni dopo Chernobyl fotografie di Alessandro Scarpa - fino al 3 aprile 2011 a Venezi

Il male invisibile

IL MALE INVISIBILE - la Bielorussia 25 anni dopo Chernobyl

fotografie di Alessandro Scarpa 19 marzo - 3 aprile 2011 -Torre Civica di Mestre - Venezia

Inaugurazione Sabato 19 marzo, ore 17.00

Dopo la realizzazione del libro “Finché soffia il vento di Chernobyl. Un viaggio di solidarietà dall’Italia alla Bielorussia con il convoglio umanitario di Help for Children” scritto dalla giornalista Francesca Bellemo, Help for Children Onlus, con la partership dell’Assessorato alle Politiche Giovanili e Centro Pace del Comune di Venezia, dell’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Venezia, della Municipalità di Mestre Carpenedo, e del Comitato Torre di Mestre, presenta la mostra fotografica “Il male invisibile – la Bielorussia 25 anni dopo Chernobyl” con le immagini scattate dal fotografo mestrino Alessandro Scarpa, in parte contenute nello stesso volume, altre inedite.
Un percorso fotografico nel quale il visitatore entrerà a stretto contatto con la realtà bielorussa, i suoi villaggi di campagna poverissimi e i suoi centri urbani degradati ma anche le sue bellezze naturali, scoprendo in che modo la catastrofe di Chernobyl ha influito e sta influendo sulla vita della popolazione bielorussa.
La mostra vuole essere soprattutto un’occasione per documentare, a ridosso del 25° anniversario del disastro del 26 aprile 1986, l’importante impegno dell’associazione Help For Children, che da 20 anni promuove l’ospitalità nelle famiglie italiane, a scopo terapeutico, dei bambini vittime delle radiazioni nucleari di Chernobyl, e che è sempre alla ricerca di nuove famiglie aderenti.


Biografia di Alessandro Scarpa:

Nato a Venezia nel 1985, ha scattato le sue prime fotografie all'età di 19 anni, in occasione di un viaggio di conoscenza della realtà missionaria di Ol Moran, nel cuore del Kenya, e successivamente ha organizzato e promosso nel territorio veneziano la mostra fotografica “Jambo Africa!”, esponendo nella Galleria Luigi Sturzo di Mestre ed all’aeroporto Marco Polo di Venezia nel 2007, ed alla Torre Civica nel cuore di Mestre nel 2008.
Deciso a portare avanti una fotografia sociale e di denuncia, si è addentrato nell’esperienza dell’Urban Exploration, genere fotografico che tratta la ricerca del bello nella decadenza dei luoghi abbandonati.
Sviluppa una fotografia concettuale mantenendo viva la ricerca artistica e comunicativa in ogni suo scatto, sperimentandosi anche nella fotografia di moda.
Nel maggio 2010 partecipa all’annuale convoglio umanitario di Help for Children Onlus nella regione di Gomel, in Bielorussia, per la realizzazione di un reportage con la giornalista veneziana Francesca Bellemo, con la quale pubblica “Finchè soffia il vento di Chernobyl” edito da Terra Ferma Edizioni.
Nel dicembre dello stesso anno collabora con Nikon per la pubblicazione del reportage "Un abbraccio sfiderà Chernobyl" nella sezione Feel Nikon.

Collabora con uno studio fotografico di Mestre, e con la rivista della San Vincenzo Mestrina “Il Prossimo”. E’ socio fondatore della onlus “Infiniti Ponti” e membro dell’associazione culturale “Blog – Territori e Paradossi”.