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lunedì 31 gennaio 2011
"Metti una sera con il fotografo..." Torino dal 10/02/2011 con il fotografo Marco Donatiello
Le date e gli argomenti sono:
10/02/2011: il bianco e nero in tutte le sue forme!
17/02/2011: la post produzione del ritratto
10/03/2011: tecniche speciali: high key e low key
24/03/2011: tecniche speciali: il restauro fotografico
31/03/2011: automatismi, azioni e batch
14/04/2011: l'HDR
Il prezzo di ogni incontro e' di 20 euro.
E' consigliabile presentarsi con un pc portatile con Photoshop installato (preferibilmente CS4 o CS5).
L'orario di inizio é previsto alle ore 20.30 e gli incontri avranno una durata di circa 2 ore.
Le serate si terranno presso il DP Studio fotografico, in Via Castagnevizza, 1 a Torino.
domenica 30 gennaio 2011
Intervista a Dorian Cara
Chi è Dorian Cara?
Dorian Cara è storico e critico d’arte, specializzato in legislazione dei beni culturali, e si occupa da anni di progetti di catalogazione, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale italiano ed estero.
Ha scritto per diverse testate giornalistiche; ha pubblicato alcuni contributi sulla storia dell'arte italiana, antica e contemporanea, e ha ideato e curato diverse mostre d’arte contemporanea in Lombardia tra il 2000 e il 2010.
Dorian, sei nato con la vocazione di fare il fotografo?
La vocazione per la fotografia è innegabile, e un grande contributo è stato dato da due fattori: il primo, la circolazione dell'immagine in una casa dove il padre critico d'arte ha sempre ospitato artisti e al contempo accumulato centinaia di volumi d'arte. Entrambe gli aspetti, per forza di cose, hanno contribuito ad alimentare continuamente fantasie, immagini, cromie, divenendo palestra nel cogliere immagini, i loro tagli diversi, lo scrutare la realtà riprodotta, oltre ai progetti e ai costrutti nati attorno alla fotografia. Gli studi storico artistici, e soprattutto, i diversi numerosi viaggi hanno contribuito al resto, ovvero a far si che l'immagine sia cardine e mediazione della realtà, senza mai stravolgerla. anzi valorizzandola attraverso meandri più diversi che l'iride umano riesce a cogliere ed evidenziare.
Anche l'esperienza di coordinatore editoriale per diverse case editrici ha dato notevole sensibilità e più sensibile percezione per lo strumento di comunicazione qual è la foto.
Hai un genere fotografico preferito? E perchè?
Non voglio definire la preferenza di un genere esclusivamente in chiave tecnica (paesaggi, ritratti, etc.), preferisco, invece, considerare il taglio fotografico come strumento cardine per il progetto fotografico. Prediligo, comunque, di gran lunga l'inquadratura stretta, il particolare.
Questa peculiarità, riletta in chiave progettuale, per meglio intenderci, mi aiuta a costruire, ormai da anni, alla costruzione di due progetti che mi stanno a cuore e che spero prima o poi di esporre: la genesi della materia e le dinamiche delle linee. L'aiuto della luce e dei suoi giochi di controluce, il ritmo e i movimenti dei soggetti permettono di rendere la realtà più affascinante ed inaspettata.
Tra i tuoi lavori ce n’è qualcuno a cui ti senti particolarmente legato?
Tra i miei lavori, indubbiamente, sono legato, anche per l'esperienza grande connessa, allo studio della materia primigenia e pura dell'Alaska. In quella terra lontana, la forza della natura permette di respirare a pieni polmoni (anche fisicamente) l'origine della natura e di noi stessi e le forme che compongono quell'ultima frontiera sono, in assoluto, garanzia di purezza e di forza a cui cedere con gioia. L'esperienza fotografica alaskana, oltre al mero scatto, ma anche grazie ad esso, ritengo che sia stato fondamentale auto-analisi e presa di coscienza di ciò che stiamo dissolvendo.
Che consiglio daresti a chi vuole diventare fotografo professionista in Italia?
Non essendo un fotografo professionista, ma collaborando con molti di loro per i lavori legati alla mia professione di storico d'arte e coordinatore editoriale, mi sento di dire, e lo dico anche a me stesso, che l'umiltà (ma questo vale per qualsiasi professione) è senz'altro un elemento imprescindibile che vale sempre, oltre che per il contatto con i potenziali clienti, anche nei confronti dei soggetti e dei progetti fotografici a cui si aspira. Oltre a ciò, non bisogna demordere mai, mettersi in confronto con chi è più bravo, perchè si può imparare moltissimo, e riuscire a dare quel meglio che tante volte in noi è sopito, non manifesto, e che è fondamentale tirare fuori per donarlo a tutti: vero presupposto della cultura.
A cosa stai lavorando attualmente?
Attualmente, oltre alla organizzazione della mia mostra fotografica che è stata inaugurata il 15 gennaio 2011 presso la Casa delle Culture del Mondo, spazio della Provincia di Milano di Via Natta 11 (M1 Lampugnano), sto impaginando una serie di volumi relativi ai miei progetti sopracitati (materia, linee) e ai viaggi che ho realizzato in questi anni in diversi luoghi del mondo.
sabato 29 gennaio 2011
GLI SCATTI DELLA CRISI. DA SCAMPIA A TEHERAN, DA NEW YORK A RANGOON, FOTOREPORTER MONDIALI IN MOSTRA A ROMA FINO AL 21 FEBBRAIO 2011
A cura di Stefano Simoncini e Riccardo Venturi, vernissage:venerdì 21 gennaio ore 18.30
La crisi economica e le trasformazioni globali che l'hanno innescata. Le guerre aperte e le rivolte silenziose, i conflitti sociali e i disastri ambientali, testimoniati dagli scatti di 19 importanti fotoreporter mondiali. Dal premio Pulitzer Rick Loomis a Pietro Masturzo, il giovane napoletano vincitore del Word Press Photo 2010, arrestato dopo aver documentato la protesta delle donne sui tetti di Teheran, fino a Ashley Gilbertson, vincitore della medaglia d’oro “Robert Capa”.
La mostra che verrà ospitata alle Officine Fotografiche di Roma, dal 21 gennaio al 21 febbraio, offrirà un mosaico di immagini sui temi fondamentali del nuovo millennio. Dai rifiuti di Scampia ai clochard che vivono nella metro di New York, dalla guerra in Iraq fino alla liberazione di Aung San Suu Kyi in Birmania, raccontata dagli scatti ancora inediti di Pietro Masturzo.
Organizzata dalla rivista Loop con il contributo della Provincia di Roma, l’esposizione collettiva si pone da un lato come una ‘cartografia della crisi’, nei suoi molteplici aspetti, ma anche come un tentativo di prefigurare il mondo nuovo e ancora inesplorato che essa sta dischiudendo, facendo emergere le conseguenze più inquietanti ma anche le imprevedibili risposte positive che in varie parti del globo ha generato. Esporranno gli autori che dal 2008 hanno collaborato a vario titolo con la rivista, nata in Italia quando New York veniva scossa dai primi segnali del terremoto finanziario mondiale: da Rick Loomis a Giancarlo Ceraudo, da Pietro Masturzo a Ashley Gilbertson, da Reza a Riccardo Venturi e Walter Astrada. «Mentre tutto si frammenta e personalizza, si fa instabile e transitorio, dai rapporti umani ai rapporti di lavoro, all’informazione - spiega Stefano Simoncini, photoeditor di Loop e tra i curatori della mostra - abbiamo cercato di costituire una visione condivisa della realtà che ci circonda, di far trasparire la struttura nascosta degli interessi e dei conflitti, di far affiorare storie di eroi ignorati. La fotografia – conclude Simoncini - è scrittura per immagini che lascia spazio all’immaginazione, seleziona i momenti salienti di un’esperienza, parla ancora del rapporto tra realtà e soggetto». La mostra è dunque un viaggio “dentro l’apocalisse” attraverso una raccolta d'immagini “straordinarie”, ma è anche una descrizione delle “potenzialità linguistiche ed espressive” della fotografia come strumento ideale per raccontare una “difficile” e “opaca” contemporaneità.
Lo spazio e il periodo dell’esposizione saranno anche l’occasione per dibattiti e incontri letterari e teatrali sui temi della crisi del giornalismo e della fotografia. Il 21 gennaio, per il vernissage, sono attesi tra gli altri, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, il consigliere provinciale Gianluca Peciola e il direttore di Loop Luciano Ummarino. In calendario il 4 febbraio, una performance teatrale, mentre l’11 febbraio verrà presentato il nuovo numero di Loop dedicato al declino dell’era berlusconiana, con un dibattito sulle mafie cui prenderà parte Francesco Forgione. Il 18 febbraio, infine, Officine Fotografiche ospiterà la tavola rotonda su “Crisi dell’editoria, fotografia e citizen journalism”, un’occasione per fare il punto, con autorevoli autori e giornalisti, sugli sviluppi del giornalismo d’inchiesta, del fotogiornalismo e sulle possibili iniziative in grado di far crescere, anche in Italia, un’informazione indipendente.
Espongono: Walter Astrada | Marco Bulgarelli | Giancarlo Ceraudo | Giampiero Codogni | Paolo Contursi | Alfredo Covino | Ashley Gilbertson | Rick Loomis | Myriam Meloni | Pietro Masturzo | Sara Prestianni | Alessandra Quadri | Andrea Star Reese | Reza | Riccardo Scibetta | Aldo Soligno | Mario Spada | Riccardo Venturi | Maria Zorzon.
venerdì 28 gennaio 2011
giovedì 27 gennaio 2011
mercoledì 26 gennaio 2011
Mostra fotografica "Wildlife photographer of the year 2010" Frte di Bard fino al 01/05/2011
Fonte: repubblica.it
martedì 25 gennaio 2011
Workshop sulla gestione ed elaborazione del raw attraverso l'utilizzo di Camera Raw - Torino - 10 aprile 2011
Workshop sulla gestione ed elaborazione del raw attraverso l'utilizzo di Camera Raw - Torino - 10 aprile 2011
Una giornata pratica interamente dedicata all'approfondimento del file raw attraverso lo studio dello strumento Camera Raw di Photoshop.
Il corso è dedicato a tutti coloro che vogliono ottenere il massimo risultato dalle proprie fotografie: vi accompagneremo nel mondo delle immagini raw, dagli aspetti più basilari della loro gestione fino all'elaborazione più complessa e articolata dei files.
>Orari:
Dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00. Si consiglia di presentarsi con un discreto anticipo per la registrazione al workshop.
Luogo:
Presso DP Studio, Via Castagnevizza, 1 Torino
Argomenti principali:
- Alla scoperta del formato RAW: panoramica di Bridge e di Camera Raw
- Ritagliare le immagini
- Il bilanciamento del bianco
- Le correzioni di base: esposizione, luminosità, contrasto e curve
- Il ritocco dei ritratti
- Schermare, bruciare e regolare singole parti dell'immagine
- Il pennello di regolazione
- Il filtro graduato
- Nitidezza e riduzione rumore digitale
- Il bianco e nero
Quota di partecipazione:
60 €
E' consigliabile essere equipaggiati di un computer portatile con il programma installato
Info e iscrizioni:
Marco Donatiello:
DP Studio - fotografie d'autore -
339.5928757 - 011/37.21.048
info@dpfotostudio.com
http://www.marcodonatiello.com
http://www.dpfotostudio.com
lunedì 24 gennaio 2011
Intervista a Daniele Florio
Chi è Daniele Florio?
Nasco nel freddissimo dicembre del 1979 in Belgio in un piccolo quartiere di Bruxelles. Mio padre all’epoca lavorava in quelle grigie e cupe acciaierie. Da piccolo mi immaginavo spesso con giacca e cravatta e la 24 ore sempre con me… poi però crescendo ho capito che la mia vera aspirazione erano i viaggi e la fotografia.
Da circa 10 anni lavoro come fotografo per il magazine di libero.it. Mi occupo principalmente di CINEMA, GOSSIP ed ENTERTAINMENT in generale. Collaboro con
quotidiani online quali Repubblica.it, Yahoo Cinema Italia, Trendystyle.it, Rumors.it sopratutto nel mondo spettacolo e della televisione. Sono stato fotografo ufficiale al Festival del Cinema di Roma del 2009 e del 2010. Attualmente sono residente a Roma. Mi sto per laureare in Scienze e Tecnologie della Comunicazione e sono attualmente iscritto al Master in Fotogiornalismo presso l'Istituto Superiore di Fotografia di Roma.
Daniele, sei nato con la vocazione di fare il fotografo?
Da quando sono nato mio padre mi fotografava. Aveva decine di migliaia di diapositive che guardavamo praticamente quasi tutte le sere. E’ stato un amore a prima vista. Ho avuto la fortuna di utilizzare la macchina fotografica di mio padre: una stupenda YASHICA a pellicola che ovviamente oggi è di mia proprietà dopo avergliela “rubata”. Per me la fotografia significa tutto. Insieme alla poesia esprimono per me il sentimento e l’anima di una persona. Quando sono triste o quando sono innamorato scrivo poesie. Se esco per fare foto e non ho ispirazione posso scattare anche mille foto ma nessuna verrà bene come la singola foto ispirata.
Hai un genere fotografico preferito? E perchè?
Lavorando per il cinema ho realizzato molti photobook, ma i miei soggetti preferiti sono le città. Ho uno stile urbano che molti hanno notato nei miei lavori. Adoro le strade, i vicoli, la prospettiva in genere. Ma ho un amore snaturato verso i reportage fotografici e per questo amo da morire Henry-Cartier Bresson. Amo le pose naturali. Non mi piacciono le pose plastiche e costruite. Così come nella vita sono attento ai dettagli, ai particolari, alle minime cose che altri non noterebbero neanche in una persona o in una determinata cosa. A volte questo mette in evidenza i difetti che a mio parere nella foto possono essere paragonate a delle vere e proprio sorgenti di comunicazione.
Tra i tuoi lavori ce n’è qualcuno a cui ti senti particolarmente legato?
Ho girato tantissimo nel mondo. Ma sono stato ben 4 volte a NYC. Credo sia stata l’esperienza di vita più bella che io abbia mai potuto avere. Questa città ha un suo profumo, una sua forma, un suo colore che rimane impresso dentro l’anima. Sicuramente il reportage di circa 2500 foto che ho realizzato a NYC e che ho esposto parecchie volte qui a Roma è qualcosa che è entrato dentro di me nel profondo.
Che consiglio daresti a chi vuole diventare fotografo professionista in Italia?
La fotografia è qualcosa che hai dentro da quando nasci. Io dico sempre: “La vera fotografia non è fatta di soldi. La fotografia è poesia, è l'espressione del nostro interiore che prende forma e vita nel mondo circostante. Ecco perchè bisogna avere l'occhio. Questo non è altro che la forma rovesciata del nostro io proiettato nel mondo esterno. Credo che chi fa questo lavoro SOLO per soldi non sarà mai un buon fotografo.”. Il tempo che dedico alla fotografia è tempo che dedico a me stesso... è come se fossi una parte di lei... realizzando lei realizzo me, costruendo lei costruisco me.
A cosa stai lavorando attualmente?
Fatti una domanda e datti una risposta!
Il mio sogno nel cassetto? Fotografo per il National Geographic. Si lo so è un sogno quasi irrealizzabile ma come dice un famoso spot “Impossible is nothing” Nel futuro “possibile” vorrei comunque fare il photoreporter per qualche agenzia o rivista. Ho in cuore di andare a Santo Domingo o in Brasile per l’anno prossimo e realizzare uno dei miei reportage. Nel frattempo da Gennaio comincio il mio master in Fotogiornalismo.
Il suo sito internet: www.danieleflorio.com










